Prova costume e non solo Dimagrire è salute e business

9 Luglio 2017

In estate aumenta l’attenzione sulla forma fisica. Ma nella nostra regione sovrappeso e obesità  sono anche un problema di salute. Che interessa oltre il 12 per cento della popolazione abruzzese

PESCARA. L’Abruzzo si mette a dieta? Ne avrebbe anche bisogno. Siamo la seconda regione con il più alto numero di persone (dai 18 anni in su) obese. La prima è il Molise con il 14,1 per cento, ma noi li talloniamo da vicino con il 12,7 per cento, seguiti dalla Puglia con il 12,3. Guardando i datidell'Associazione europea per lo studio dell'obesità (Easo), si capisce che la dieta non può essere considerata qualcosa di futile. Nè un capriccio, o almeno non dovrebbe esserlo. È una faccenda seria che poggia su un business enorme e in continua crescita. E su problemi di salute pubblica decisivi nelle nostre società dell’abbondanza. C’è poi la questione estetica, che si ripresenta ogni volta in estate con la canonica “prova costume”, accendendo dibattiti sui giornali e sui social.
SCIENZA E OPINIONE. Il pendolo delle diete oscilla dunque dalla scienza all’opinionismo, dai laboratori delle università ai telefonini, come raccontiamo in questi servizi parlando delle App degli smartphone e del convegno nazionale su “Diete, salute e longevità” che ha richiamato il 23 giugno scorso all’Università di Chieti esperti da tutta Italia. Ma andiamo con ordine.
La dieta può essere una scelta obbligata (siamo grassi o siamo intolleranti), una scelta politica (non vogliamo mangiare animali uccisi), religiosa (non vogliamo mangiare certe carni o carni macellate in un certo modo), o semplicemente stagionale. Buttare giù i chili di troppo presi in inverno può diventare la priorità assoluta in estate. Più o meno per tutti. Alzi infatti la mano chi provando il vecchio costume non lo abbia sentito un po’ più stretto in vita, o chi provando il nuovo costume non abbia deciso di prendere la misura superiore perché «così me lo sento meglio addosso».
CRESCE IL FATTURATO.
Su queste premesse si basa un business che secondo Federalimentare, tra integratori alimentari, infanzia e dietetici, ha raggiunto un fatturato di 2,4 miliardi di euro. Nei prossimi anni è prevedibile una conferma del passo espansivo di questi alimenti, che si distinguono come uno dei segmenti a più alto valore aggiunto (quindi più costosi a parità di materia prima, vedi per esempio i prodotti gluten-free per i celiaci, spesso acquistati da non celiaci per moda e non per necessità). E maggiormente premianti del mercato alimentare anche estero.
ALIMENTI SALUTARI. Difficile dire se poi questi alimenti cosiddetti “funzionali” siano anche più salutari o solo espressione di una moda salutista. Ma che cos'è un cibo salutare? Attualmente i cibi possono essere etichettati come salutari se rispettano cinque criteri riguardanti grassi, grassi saturi, sodio, colesterolo e ingredienti come la vitamina C o il calcio. Tutte informazioni che troviamo ormai nelle etichette nutrizionali dei prodotti, lettura obbligata (e forse ossessiva) per ogni buon consumatore.
ETICHETTE. Anche questo aspetto non è banale, né modaiolo, perché, per esempio, alcuni paesi del Nord Europa ne stanno facendo una battaglia. In Gran Bretagna nel 2013 è stato introdotto su base volontaria dalla Grande distribuzione organizzata un sistema di “etichette a semaforo” che informano sul contenuto di grassi, zuccheri e altri nutrienti utilizzando i colori verde, giallo e rosso in misura delle quantità contenute in relazione a una sana alimentazione. Da questo sistema è tentata anche l’Unione europea. Con possibilità di danni per le nostre produzioni. Secondo Coldiretti, infatti, alcune eccellenze del made in Italy esportate in tutto il mondo come il Prosciutto di Parma, il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano, ma anche l'olio extravergine di oliva, sarebbero tra le vittime illustri di questo sistema grafico. L'approccio britannico crea infatti paradossi come il bollino rosso all'olio extravergine d'oliva e il verde alla bevanda gassata. Ma queste sono questioni oggi limitate a Bruxelles. Per gli abruzzesi è più urgente mettersi in forma, magari in zona Cesarini, prima delle ferie d’agosto. Di lato ci sono i consigli del nutrizionista Piselli. Ma per i ritardatari forse non basterà un miracolo.
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