Prove di una difficile coabitazione

1 Giugno 2017

Dai frutteti ai risarcimenti, i tentativi del Parco nazionale d’Abruzzo

AVEZZANO. Sono state molteplici negli anni, e lo sono anche oggi, le iniziative del Parco nazionale d’Abruzzo (Pnalm) per assicurare una civile convivenza tra l’orso marsicano e gli abitanti dei piccoli centri montani del territorio. I residenti, da parte loro, sembrano a volte non accontentarsi dei risarcimenti, che spesso arrivano tardi e molto spesso non arrivano affatto. Una delle iniziative alternative a quelle del più istituzionale risarcimento è il rilancio dei frutteti che hanno lo scopo di sfamare gli orsi. A Lecce nei Marsi si è recentemente concluso con successo un ambizioso progetto riguardante la salvaguardia della biodiversità e la tutela dei plantigradi.
Il Parco ha infatti finanziato la realizzazione di un campo di alimentazione a perdere per il nutrimento dell’orso. Tutto ciò nel suo habitat naturale. L’Istituto agrario Serpieri di Avezzano ha progettato e realizzato la piantagione di alberi da frutto selvatico (peri, meli, ciliegi, ramno). I cacciatori della locale sezione di Lecce hanno costruito una speciale recinzione che consente l’ingresso nel campo ai soli orsi. Ma queste iniziative sono state portate avanti anche in passato. Nel 2013 nei campi di volontariato Wwf a favore dell’orso bruno marsicano, decine di volontari provenienti da tutta Italia potarono, pulirono e recuperarono oltre trecento piante di meli, ciliegi, cornioli e meli cotogni per poter permettere agli animali selvatici di sfamarsi.
L'iniziativa ebbe un grande successo. Anche il quotidiano il Centro portò avanti con successo una campagna di raccolta fondi a favore dell’orso marsicano con diecimila euro raccolti e devoluti per la sistemazione di alcuni frutteti.
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