Prove pubbliche: avvisi in Gazzetta addio

16 Ottobre 2022

Da novembre la svolta on line dopo 28 anni. Scatta anche l’obbligo di assumere con parità di genere

PESCARA. Svolta nei concorsi della pubblica amministrazione dopo 28 anni. Inizia infatti l'era del portale InPa. Da novembre i bandi non saranno più pubblicabili in Gazzetta ufficiale ma bisognerà passare per la piattaforma InPa voluta dal ministro uscente, Renato Brunetta, affinché diventasse una sorta di LinkedIn della pubblico impiego. In più cambiano le regole di accesso ai concorsi.
Le parole che hanno ispirato la riforma, collegata al Pnrr, sono digitalizzazione, semplificazione, parità d’accesso e equilibrio di genere. Ecco quindi cosa cambia per i concorsisti. Addio a carta e penna per i concorsi pubblici a partire dal bando. Dal 1° luglio scorso le amministrazioni centrali e le autorità indipendenti possono pubblicare i propri bandi di concorso su InPa, per le assunzioni di personale a tempo indeterminato e determinato. Dal 1° novembre 2022, invece, la pubblicazione sul portale InPa diventerà obbligatoria, e sarà estesa anche a Regioni ed enti locali. Per registrarsi sul portale servirà quindi avere lo Spid, la carta nazionale dei servizi (Cns) o la carta di identità elettronica (Cie). Inoltre dalla prima prova selettiva dei candidati al momento dell’assunzione, non potranno passare più di 120 giorni. Introdotta anche una norma per la parità di genere: a parità di punteggio tra due candidati verrà selezionata la persona il cui genere è meno rappresentato all'interno dell'ente o della specifica Pa che ha pubblicato il bando. Questo però solo nel caso in cui lo scarto tra i generi sia superiore al 30% dopo la valutazione dei dati sugli assunti. L'idea è così favorire l'inserimento femminile.
Cambiano poi i requisiti “di preferenza”. Introdotta infatti una corsia preferenziale per i figli di medici e altro personale ospedaliero deceduto per Covid contratto durante il servizio. Così come gli atleti dei gruppi sportivi militari e civili dello Stato. Stesso discorso anche per i navigator. Non solo competenze verticali: per l’accesso alla Pa saranno considerate anche le soft skills, come le capacità comunicative e relazionali, e non solo le competenze tecniche. (u.c.)