Province, attese e timori per i fondi su strade e scuole
PESCARA. La legge di Bilancio, dopo il primo vaglio al Senato, e in vistaz dell’approvazione definitiva alla Camera, stanzia 270 milioni di euro per le Province italiane. Sospese tra la riforma...
PESCARA. La legge di Bilancio, dopo il primo vaglio al Senato, e in vistaz dell’approvazione definitiva alla Camera, stanzia 270 milioni di euro per le Province italiane. Sospese tra la riforma Delrio – che le ha lasciate senza fondi e trasformate in enti di secondo livello – e la definitiva abolizione, ribattezzate enti di “area vasta”, le Province restano nel limbo, dovendo mantenere le competenze in materia di edilizia scolastica, tutela e valorizzazione dell’ambiente, trasporti e manutenzione delle strade provinciali. Competenze importanti, che per esercitarle hanno bisogno di risorse finanziarie adeguate.
Ne sa qualcosa, il presidente Antonio Di Marco, che nei giorni scorsi, aveva segnalato forti preoccupazioni per l’ennesimo rinvio alla Camera della discussione sulle misure tanto attese dalle Province, indispensabili per metterle in condizione di lavorare.
Ora dunque, dopo lo stanziamento dei 270milioni di euro alle Province italiane, e in attesa della apprvazione della legge di Bilancio alla Camera, bisognerà capire quante risorse saranno destinate all’Abruzzo, e in particolare alla Provincia di Pescara. Di Marco, che è intervenuto anche come presidente dell’Unione Province abruzzesi, ha già sottolineato quanto quei fondi siano indispensabili per garantire la sicurezza nelle scuole superiori e allestire dei piani neve efficienti per far fronte alle emergenze del maltempo. Del resto, sono già tre anni che l’amministrazione è costretta a definire strumenti programmatori senza sapere di quanti soldi potrà disporre.
«Anzi», precisa Di Marco, «senza aver avuto neanche l’assicurazione di poterli avere».
Le misure riguardano, tra l’altro, fondi per assicurare la gestione ordinaria delle scuole superiori, a partire dalla spesa per il riscaldamento degli edifici, l’assegnazione di risorse nazionali a un piano triennale di investimenti per le strade provinciali, la possibilità per le Province di tornare a coprire i buchi in organico che si sono creati dopo tre anni di esodo forzato del personale. Il passaggio della legge di Bilancio al Senato è un primo passo, ma restano aperti tanti interrogativi.
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