«Province senza fondi Siamo vicini al dissesto»
PESCARA. «Si aprono le porte del cosiddetto dissesto indotto per le province abruzzesi: un dissesto causato unicamente dai provvedimenti assunti dal Governo e dal Parlamento in questi ultimi tre anni,...
PESCARA. «Si aprono le porte del cosiddetto dissesto indotto per le province abruzzesi: un dissesto causato unicamente dai provvedimenti assunti dal Governo e dal Parlamento in questi ultimi tre anni, a partire dalla legge n. 190/2014, fino alla recente “Manovrina”, che la stessa Corte dei Conti ha duramente criticato e che prevede la metà dei fondi richiesti dalle Province». Se nulla cambierà «non siamo in grado di gestire in sicurezza le scuole e le strade provinciali».
Queste le parole del presidente dell'Unione Province Abruzzesi Antonio Di Marco, presidente della Provincia di Pescara, che ieri ha contestato i contenuti della cosiddetta “Manovrina” perché, ha detto, «contiene misure del tutto insufficienti, non in grado di fornire risposte adeguate e indispensabili per risolvere lo stato di crisi di cui soffrono le Province. E le misure previste non sono state modificate in modo sostanziale durante l'iter di approvazione come richiesto a gran voce al Presidente della Repubblica, al Governo e ai parlamentari».
Di Marco ricorda che «le Province abruzzesi hanno partecipato nelle scorse settimane attivamente a tutte le azioni di mobilitazione promosse a livello nazionale» per ottenere fondi «e abbiamo coinvolto», dice ancora, «i parlamentari del territorio che sanno esattamente a cosa andiamo incontro».
Drammatici i bilanci delle quattro province abruzzesi che segnano rosso per un importo di ben 29.306.774 euro: 8.052.885 per la Provincia di Chieti, 5.858.476 per la Provincia di L'Aquila, 8.195.579 per la Provincia di Pescara, 7.199.834 per la Provincia di Teramo, al netto delle spese (ingenti) affrontate dalle province abruzzesi a seguito del maltempo straordinario che ha colpito l'intero territorio regionale creando uno stato di vera emergenza che ha compromesso ulteriormente le infrastrutture di competenza provinciale. Ieri si è tenuta una «riunione a Roma», con i presidenti delle Province di Pescara e di Chieti, Di Marco e Mario Pupillo, alla presenza dei parlamentari, chiamati ad «un atto di responsabilità», e nella giornata di oggi è prevista una «riunione del Direttivo nazionale dell'Upi in cui tutti i rappresentanti delle Unioni regionali dovranno assumere decisioni forti, e non si esclude lo scontro istituzionale».
Già nelle scorse settimane era stata ventilata da di Marco la possibilità di chiudere le strade provinciali e le scuole di competenza dell’ente, in caso di mancate rassicurazioni sulla erogazione di fondi statali. Ora il rischio potrebbe farsi concreto. E ieri Di Marco ha scritto ai parlamentari mettendo in evidenza che «i servizi di competenza delle Province non possono svolgersi in sicurezza se non vengono garantite quelle risorse minime, dunque appena sufficienti, che abbiamo chiesto» al Governo. E non si può dimenticare che «la manutenzione delle strade e delle scuole versano già in condizioni precarie per l’erosione delle risorse finanziarie degli ultimi anni e per i notevoli contributi richiesti dal governo centrale per ripianare il debito pubblico». Ha quindi dichiarato di non essere «in grado di procedere alla chiusura dei bilanci di previsione entro il 30 giugno e di dover dichiarare il dissesto indotto».

