Province senza soldi, esposto in Procura

Il presidente attacca i parlamentari abruzzesi e denuncia: non possiamo garantire per strade e scuole
PESCARA. Non ci stanno più a metterci la faccia e basta, senza avere un euro da investire in quello che sulla carta gli affida la riforma Del Rio delle Province: scuole e viabilità. Un’impotenza dimostrata dal tragico inverno abruzzese concluso con le 29 vittime della valanga di Rigopiano, morte prigioniere di una strada bloccata dalla neve perchè nell’emergenza più totale non c’erano mezzi per pulirla. E oltre alle lacrime, anche per questo, è stata aperta un’inchiesta della Procura.
Ma si rischia di andare incontro ad altre tragedie, perché i soldi non ci sono e intanto dopo la neve arriveranno gli incendi quest’estate, e per evitarli si dovrebbero sfalciare le sterpaglie lungo le strade, e poi ancora le strade (1.700 chilometri in tutto) e le scuole (63 edifici per 18 istituti scolastici) da sistemare. Per questo anche il presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco ha aderito all’appello del presidente Upi nazionale Achille Valiati presentando un esposto cautelativo alla Procura, alla Prefettura e alla sezione regionale della Corte dei Conti «per denunciare», spiega, «la situazione dei tagli insostenibili che lo Stato ha imposto alle Province negli ultimi tre anni». Una situazione che Di Marco fotografa con i numeri: «Per il 2017 la Provincia di Pescara prevede entrate stimate di 27 milioni e 223 mila euro, ma di questi più della metà, 16milioni e 700 mila euro relative all’imposta provinciale di trascrizione, quella sulle macchine, se la prende lo Stato. Somme di cui prima», spiega Di Marco, «disponevano le Province, diventate invece solo un bancomat per il governo». A fronte dei circa dieci milioni di euro che restano nelle casse della Provincia, Di Marco ricorda: «Le spese per le funzioni fondamentali, scuole e viabilità, ammontano a circa 25 milioni e 850mila euro, per cui abbiamo uno squilibrio di oltre 15 milioni di euro. È materialmente impossibile assicurare in questa situazione una corretta manutenzione ordinaria di strade e scuole. Senza considerare le spese di somma urgenza di questo inizio anno a causa del maltempo e delle abbondanti nevicate, e quelle per tamponare il dissesto idrogeologico cui dovranno seguire interventi. I soldi non ci sono», ripete Di Marco che se la prende con il parlamento e, maggiormente, con i deputati e i senatori abruzzesi: «Abbiamo bisogno di un decreto che preveda le risorse necessarie ad erogare i servizi essenziali e alcune misure contabili per chiudere i bilanci di previsione entro la scandenza del 31 marzo. Un provvedimento che stiamo sollecitando da febbraio», va avanti Di Marco, «quando abbiamo convocato i nostri parlamentari chiedendo di sottoscrivere, come hanno fatto Castricone, Fusilli e D’Incecco per il Pd, Melilla di Sinistra Italiana, Razzi di Forza Italia e i grillini Colletti, Vacca e Del Grosso una dichiarazione nella quale si impegnavano a sostenere le nostre richieste». Vale a dire, «almeno 250 milioni per le funzioni fondamentali e almeno 300 milioni del fondo Anas per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali». «Ma chiediamo anche che tutto il denaro risparmiato con le indennità e i rimborsi non presi in questi anni,, venga lasciato alle Province. Con gli 800mila euro risparmiati in questi anni avremmo potuto acquistare 4 turbine», conclude Di Marco. (s.d.l.)
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