Provincia, il caso Chiavaroli scuote il Pd

17 Gennaio 2017

Castricone critica la scelta di candidare un uomo del sottosegretario Ndc. Di Marco: «Ma ci ha aiutato»

PESCARA. Dopo la vittoria della lista di centrosinistra alle elezioni provinciali, nel Pd è l’ora dei chiarimenti. Ma anche di qualche polemica. In particolare, sulla scelta di candidare il sindaco di Manoppello Giorgio De Luca sponsorizzato, secondo alcuni, dal sottosegretario di Ncd Federica Chiavaroli. De Luca, tra l’altro, non è stato nemmeno eletto. Ma la Chiavaroli avrebbe anche appoggiato la candidatura all’interno della lista di centrodestra «Forze di libertà» del sindaco di Penne Mario Semproni, anche lui escluso. Una posizione bipartisan quella del sottosegretario che non è piaciuta affatto al deputato del Pd Antonio Castricone.

Così, mentre la segretaria provinciale dei democratici Francesca Ciafardini, ieri, è intervenuta per far presente che la perdita di un seggio da parte della lista di centrosinistra «Provincia in Comune con Di Marco presidente», scesa da 8 a 7 consiglieri, rappresenta «un calo fisiologico», per la presenza di una terza lista, quella dei socialisti, a queste elezioni e per il Comune di Penne, passato alle scorse Comunali dal centrosinistra al centrodestra, dal parlamentare è arrivata qualche sottolineatura. «Anche io non ho condiviso l’intesa che ha consentito di inserire un candidato della Chiavaroli nella nostra lista», ha affermato, «ma la Ciafardini che si lamenta non ha convocato nemmeno una riunione per consentire agli esponenti del partito di potersi esprimere su questa scelta». E ancora: «Questo sistema di tenere il piede in due staffe a me non piace, se la Chiavaroli avesse fatto una scelta di appartenenza ad una lista, forse avrebbe avuto un consigliere eletto». La Ciafardini ha tuttavia fatto presente: «Il Pd non ha presentato una lista sua elaborata dagli organi del partito, ma ha espresso dei propri esponenti nella lista civica ideata e nutrita dal presidente della Provincia Antonio Di Marco. In futuro è auspicabile dedicare meno tempo possibile ad improbabili alchimie politiche, perché non è solo con l’aritmetica che si guadagna il consenso. All’opinione pubblica è dovuta chiarezza e trasparenza nelle alleanze». Di Marco, però, non si è detto imbarazzato per la doppia candidatura della Chiavaroli. «Anche a Roma il Pd governa con Ncd», ha osservato, «la Chiavaroli ha collaborato con noi e ci ha aiutato in passato. Comunque, la mia amministrazione sarà solida anche con un consigliere in meno».

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