Provincia, va in porto la vendita di tre immobili

L’ex fabbrica Napolplast acquistata dal gruppo Micso per 1,1 milioni di euro Ceduti anche un immobile di via Cesare Battisti e un appartamento di via Caboto
PESCARA. Venduti. La Provincia di Pescara è riuscita a cedere alcuni “pezzi” importanti del suo patrimonio. E, grazie a queste vendite, l’ex presidente Antonio Di Marco ha avuto la possibilità di chiudere il bilancio preventivo 2018, prima di dimettersi dall’incarico in vista della candidatura alle prossime elezioni regionali. È proprio Di Marco ad annunciare le operazioni concluse con successo. Una riguarda la vendita di 12.800 metri quadri circa della ex fabbrica di saracinesche Napolplast di via Breviglieri, che la Micso di Riccardo Iacobone si è aggiudicata a poco più di un milione e centomila euro, dopo ben tre aste andate deserte (e il prezzo base è via via sceso). L’altro affare andato in porto riguarda l’immobile di via Cesare Battisti 136, un tempo sede della polizia provinciale: anche in questo caso le aste sono state tre e al terzo tentativo c’è stata l’aggiudicazione in favore della Società Gestioni Culturali srl (era l’unica offerta arrivata), per un importo di poco superiore a un milione e 300mila euro. È andata a buon fine anche la vendita di un appartamento di via Caboto (ma gli alloggi inseriti nell’asta erano in tutto sei, per cui l’operazione andrà verosimilmente rilanciata). E restano invenduti gli appartamenti di via Foscolo, anche questi inseriti in un’asta andata deserta.
«Per me era fondamentale trovare acquirenti specie per l’ex Napolplast e per via Cesare Battisti. Nel primo caso», dice Di Marco, «mi fa molto piacere che non si sia trattato di un investimento finalizzato alla speculazione. Dietro l’acquisto del gruppo Micso (nato nel mondo informatico e che ora comprende anche Rosarubra, un’azienda vinicola di Pietranico sbarcata in Cina), «c’è un progetto ambizioso che riqualificherà l’area vicina alla Tiburtina e la renderà fruibile anche ai giovani. Forse poteva apparire più scontata la vendita della struttura di via Cesare Battisti, visto che c’era già una convenzione su quell’immobile per diversi anni. Ma c’è stata comunque un’asta e si è arrivati al terzo esperimento», aggiunge l’ex presidente sottolineando di aver portato avanti questo lavoro con Carlo Pirozzolo e Vincenzo Zanzarella.
Con le somme derivanti da queste vendite Di Marco è riuscito a chiudere il bilancio «altrimenti saremmo andati in esercizio provvisorio, per il 2018. E ci sarebbero stati problemi anche nel pagamento degli stipendi. Mancavano circa tre milioni, cioè le somme che il Governo non ha trasferito alle Province nell’anno in corso. Mi auguro che per l’anno prossimo il Governo capisca le ragioni delle Province anche perché i problemi di quest’anno rischiano di riproporsi anche nel 2019».
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