Psicosi da spesa: file e caos per accaparrarsi i viveri

22 Marzo 2020

Code davanti ai market nel timore (ingiustificato) di una chiusura domenicale Tanta gente alle Poste in via Cavour, preso d’assalto anche l’ufficio di via Verrotti

PESCARA. Distanziati più di un metro, diventano sempre più chilometriche le file dei cittadini davanti ai supermercati. E ieri è stato preso d’assalto anche l’ufficio postale di via Cavour.
Malgrado i vertici dei centri commerciali si affannino a spiegare che non ci sono problemi nell’approvvigionamento delle scorte alimentari, le file si ingrossano ogni giorno. E le attese per fare la spesa diventano snervanti. Qualcuno si porta dietro libri e giornali per ingannare il tempo, appoggiato sul carrellino.
Uno dietro l’altro. I pescaresi si scoprono disciplinati e disinfettati da capo a piedi. Accade anche che qualcuno suggerisca alla signora ferma davanti al proprio carrello di non toccarsi continuamente la mascherina sul viso «per il suo bene». Perché non è igienico. Il coronavirus ci ha fatti diventare tutti maniaci dell’igiene e disciplinati. Il virus mortale non fa sconti ai maleducati.
Le strette dei sindaci, specie a Pescara e Montesilvano (ma altri Comuni si stanno accodando) sui divieti di muoversi più liberamente sul territorio, stanno generando una ulteriore psicosi, oltre a quella già acclarata col Covid 19. La corsa all’accaparramento dei beni di prima necessità la dice lunga sulle paure che si stanno sviluppando dall’inizio dell’emergenza: rimanere senza viveri, non poter uscire di casa per più giorni. E, a peggiorare la situazione, ci si mette il maltempo in arrivo. Tra pioggia e neve previsti, anche a quote basse, nei prossimi giorni, è impellente riempire i frigoriferi in attesa di tempi migliori. Intanto, crescono anche le file anche davanti agli sportelli postali.
«E' impossibile evitare spostamenti in città o assembramenti quando si trova un ufficio postale chiuso al pubblico e una fila lunghissima davanti a un altro». E' la segnalazione arrivata ieri al Centro da una lettrice che ha dovuto rinunciare a eseguire una operazione alle Poste dopo aver trovato chiuso l'ufficio più vicino a casa, quello di Santa Filomena, per di più con il bancomat non funzionante. Ha provato a raggiungere l'ufficio di via Cavour che era aperto, ma in strada c'era una fila che arrivava alla Nazionale, per cui ha deciso di tornarsene a casa.
Donato Fioriti, dell'associazione di consumatori Contribuenti Abruzzo, parla di un «caso preoccupante» che si registra a Porta Nuova, dove «l'unico ufficio postale aperto di pomeriggio si trova in via Verrotti, per cui c'è il rischio che venga preso d'assalto con il pagamento delle pensioni. Il quadro appare critico», prosegue, «se si tiene conto della carenza cronica di mascherine e della mancanza di coperture in plexiglas all'interno degli uffici». Fioriti chiede quindi ai cittadini di rispettare «le distanze interpersonali» e alle forze dell'ordine di controllare anche l'ufficio postale di via Verrotti.
Poste italiane invita gli utenti a usare i sistemi informatici e a recarsi negli uffici soltanto in caso di reale necessità.
(f.bu. e c.co.)