Psicoterapia, ultimatum di Fortunato

Il direttore sanitario intima alla responsabile del Centro di salute mentale di ripristinare le sedute settimanali ai pazienti
PESCARA. La Asl intima di ripristinare le sedute settimanali di psicoterapia «per il bene dei pazienti». Una comunicazione dai toni stringenti che porta la firma del direttore sanitario, Valterio Fortunato, e la data del 28 febbraio 2017. È indirizzata a Marilisa Amorosi, direttore del centro di salute mentale (Csm) del distretto sanitario Pescara nord e, per conoscenza, al direttore del dipartimento del Csm, Sabatino Trotta.
«Stanti le notizie apparse sulla cronaca locale, e a seguito della riunione del 21 febbraio, è precipuo fine di questa azienda di garantire l'assistenza ai cittadini». Pertanto, «si invita a promuovere ogni azione necessaria a evitare le paventate interruzioni assistenziali e, contestualmente, a garantire l'efficienza dei percorsi assistenziali» si legge nella nota protocollata col numero 49. È lo stesso Fortunato a confermare l'invio della lettera. «Abbiamo inoltrato comunicazione alla dottoressa Amorosi», spiega, « la quale ci ha risposto che la situazione è in via di normalizzazione. Abbiamo anche avviato un accertamento interno più accurato, ma prima dobbiamo pensare ai pazienti» afferma Fortunato.
Dunque, dopo più di un mese di ripetuti appelli da parte dei pazienti e delle associazioni di volontariato, i vertici della Asl prendono posizione sul caso dei venti utenti di psicoterapia che, dal 29 gennaio scorso, protestano per chiedere il ripristino delle sedute psicoterapiche settimanali cancellate da un provvedimento, rimasto sempre senza giustificazione. Tanto da far sospettare «oscuri e segreti meccanismi burocratici che hanno bloccato, senza ragione, la macchina della sanità» a utenti che non solo non hanno potuto usufruire delle cure che un cervellone elettronico nega loro da più di due mesi, ma hanno assistito a «vergognosi rimpalli di responsabilità» e faide interne tra medici, sulle quali, probabilmente, la Asl farà «accurati accertamenti». Intanto, gli assistiti si aspettano che il servizio di prenotazioni settimanali e bisettimanali, interrotto dal 1 gennaio per volontà del direttore del Csm, riparta al più presto. Vero è anche che un altro ordine di riavvio del meccanismo era partito, più di due settimane fa, da Trotta. Ma il provvedimento era stato disatteso dalla Amorosi, la quale, nel corso di questa vicenda, ha rilasciato una sola dichiarazione: «Non posso dire nulla, c'è una indagine in corso». Si parla qui dell'inchiesta partita in seguito a 13 esposti arrivati sulla scrivania del sostituto procuratore, Andrea Papalia, per interruzione di pubblico servizio e lesioni volontarie che i pazienti avevano inoltrato alla magistratura nelle settimane scorse. Del caso si è occupata anche la commissione Sanità del Comune di Pescara, diretta da Adamo Scurti, il quale abeva convocato per chiarimenti la Amorosi e annunciato di voler ascoltare anche Trotta e Giorgio Misticoni, uno degli psicoterapeuti del Csm che ha in cura quasi tutti i venti pazienti. Successivamente, si era espresso anche Claudio Ferrante, presidente dell'associazione per disabili Carrozzine Determinate, che aveva sollecitato l'intervento dei vertici della Asl e dell'assessore alla Sanità, Silvio Paolucci. Due giorni fa, era intervenuto il presidente di Percorsi (associazione regionale per la salute mentale), Eugenio Di Caro, per esortare i vertici Asl a cancellare le disposizioni della Amorosi. Contemporaneamente, i pazienti, stremati e senza assistenza psicoterapica da dicembre, si erano rivolti ai carabinieri del Nas (nucleo antisofisticazioni e salute pubblica) di piazza Italia per consegnare esposti e sollecitare un intervento urgente. L'ultimo atto prima dell'entrata in scena dei vertici dell'azienda sanitaria.
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