«Pubblicità abusive, un milione di danni»

21 Settembre 2016

La Corte dei Conti accusa Cordoma, Di Emanuele, Di Felice e l’ex capo dei vigili: nessun controllo, paghino 100 mila euro

MONTESILVANO. È uscito indenne da tutte le inchieste penali nelle quali è finito nel corso del suo mandato, ma ora l’ex sindaco di Montesilvano, Pasquale Cordoma, dovrà vedersela con la Corte dei Conti, che lo ha citato a giudizio di responsabilità assieme ad altre tre persone. Si tratta di Antonella Marsiglia, ex comandante della polizia municipale, Claudio Di Emanuele, assessore al Traffico dal 19 maggio del 2010 al 7 giugno del 2012, ed Emidio Di Felice, assessore alle Finanze, al Bilancio ai Tributi locali dal 22 maggio del 2008 fino al 7 giugno del 2012. A farli “scivolare”, sono stati gli impianti pubblicitari presenti sul territorio comunale: sui 600 censiti, infatti, ben 543 erano risultati abusivi, installati cioè senza le autorizzazioni previste. Circostanza che ha privato il Comune della possibilità di incassare canoni, diritti d’istruttoria, tributi erariali e sanzioni amministrative. Complessivamente Cordoma e gli altri devono rispondere di un danno erariale che il vice procuratore generale della Corte dei conti, Roberto Leoni, ha quantificato in 100 mila euro. A far cadere gli ex amministratori e l’ex comandante dei vigili nelle maglie della giustizia contabile una relazione della polizia stradale di Pescara che nel 2013 aveva segnalato alla procura regionale il potenziale danno erariale conseguente al fenomeno dell’abusivismo nel campo delle affissioni pubblicitarie.

Un settore, quello delle affissioni, che fino allo scorso anno era un’autentica giungla. La procura della Corte dei Conti contesta, innanzitutto, il fatto che nonostante il Comune avesse affidato a una società l’incarico di realizzare un piano delle affissioni, l’ente non avrebbe messo in pratica alcuna forma di repressione dell’abusivismo, tantomeno di rimozione dei manufatti irregolari. Il danno economico, oltre che alle casse del Comune, secondo la tesi della procura, avrebbe riguardato anche le casse della Regione e dello Stato. All’ex sindaco, a Di Felice e all’ex comandante dei vigili, la procura chiede un risarcimento di 30 mila euro ciascuno; è di 10 mila euro, invece, la richiesta nei confronti di Di Emanuele. Secondo la relazione rimessa dalla polizia stradale, il danno ammonterebbe a poco più di un milione di euro tra mancati introiti da sanzioni non contestate (462 mila euro), diritti d’istruttoria e segreteria (109 mila), tributi di bollo (139 mila), canoni demaniali (28 mila) e canoni concessori (334 mila). La procura, tuttavia, ha rideterminato l’entità della somma alla luce di una serie di considerazioni, non ultimi il lungo periodo di tempo trascorso e il vasto numero di soggetti che si sono trovati a gestire la situazione. Per Cordoma, Di Emanuele e Di Felice la ripartizione della richiesta risarcitoria «è funzione della permanenza in carica e tiene conto della diversa incidenza causale all’inveramento del danno, con riferimento alle funzioni proprie del ruolo istituzionale ricoperto». Per Marsiglia l’entità è stata determinata tenendo conto della permanenza nella funzione e delle «obiettive carenze di organico nel corpo della polizia municipale» che non hanno consentito controlli più capillari.

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