Pugni e colpi di posacenere contro la madre: arrestato
Via Ronchitelli, un 31enne con problemi di droga aggredisce il genitore dopo una lite in casa. Poi telefona alla polizia: «Ho ucciso mia mamma»
PESCARA. Pensava di averla uccisa. Dopo averla presa a pugni e averla colpita in testa con un posacenere, pensava che per lei non ci fosse nulla da fare. E invece no, la madre era ancora viva. Una maschera di sangue, ma ancora viva. L'hanno trovata così gli agenti della squadra volante, che l'altra sera l'hanno soccorsa dopo aver ricevuto la telefonata del figlio, terrorizzato, che riteneva di averne provocato la morte durante un diverbio molto acceso.
Non era così, per fortuna, ma la donna se l'è vista davvero brutta ed è finita in ospedale mentre l'uomo è stato arrestato. L'allarme è scattato quando l'uomo, un 31enne, ha contattato il 113 per segnalare il matricidio di cui si era reso responsabile. Il personale della volante, agli ordini di Alessandro Di Blasio, è intervenuto in via Ronchitelli e lo ha rintracciato.
Aveva mani e indumenti sporchi di sangue e si è sfogato con gli agenti spiegando di aver utilizzato un posacenere per togliere la vita alla madre, con cui vive. E' bastato poco per capire che il suo racconto era frutto solo della grande agitazione e della confusione, probabilmente dovuti alla assunzione di droga da parte del 31enne teatino, perché la donna è stata rintracciata in strada. Aveva il volto coperto di sangue, una ferita sul capo e l'occhio sinistro tumefatto, segni tangibili della colluttazione con il figlio. E’ stata lei a spiegare cosa era accaduto. Il figlio, ha detto, l'ha prima colpita con dei pugni e poi ha usato il posacenere, scagliandoglielo sulla nuca. Il tutto è accaduto durante una discussione, in cui lui ha perso le staffe. La donna è finita in ospedale per essere medicata, il 31enne invece è stato arrestato per lesioni gravi e ieri mattina è stato sottoposto ai domiciliari, dopo la convalida in tribunale. (f.b.)
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