Pugno al prof dell’Alberghiero: studente sospeso per due mesi

Arriva la decisione del consiglio d’Istituto. La preside: sanzione proporzionale alla gravità del fatto Ma il ragazzo potrà recuperare la sua valutazione sul comportamento facendo volontariato
PESCARA. Due mesi di sospensione, da oggi al 26 aprile, e la possibilità di riscattarsi, in questo lasso di tempo, attraverso un servizio di volontariato nella mensa della Cittadella dell’accoglienza della Caritas o in altra struttura da individuare con la scuola. È questa la decisione deliberata all’unanimità ieri pomeriggio dal consiglio d’istituto dell’Ipssar De Cecco, in merito al caso dello studente che ha colpito con un pugno un insegnante durante il laboratorio di cucina, la scorsa settimana.
«Vista la gravità dell’episodio», commenta la dirigente Alessandra Di Pietro, «abbiamo deliberato una sanzione disciplinare importante, severa, ma soprattutto esemplare e proporzionale rispetto alla gravità del fatto». La decisione è arrivata all’unanimità da parte del consiglio d’istituto che, dopo quello di classe di lunedì, si è riunito ieri in tutte le sue componenti, alla presenza del corpo docente, del personale Ata, dei rappresentanti degli studenti e dei genitori. Insieme, hanno ascoltato nuovamente il ragazzo ed esaminato il fascicolo «in maniera approfondita e riflettendo molto sulla decisione da assumere», come rimarca la dirigente. E poi, una volta deliberato, il dispositivo è stato letto ufficialmente al ragazzo neo maggiorenne il quale, oltre ai prossimi due mesi di scuola, salterà anche lo stage annuale di quattro settimane previsto ad aprile. Ma la scuola gli lascia comunque una opportunità di riscatto, sia dal punto di vista della crescita che del comportamento, attraverso un servizio di volontariato. «Se l’esito sarà positivo», fa sapere Alessandra Di Pietro, «potrà essere considerato dal nostro istituto nella valutazione finale complessiva del suo comportamento: l’obiettivo finale della scuola resta il recupero dello studente».
Per questo, pur esprimendo «la massima vicinanza e solidarietà al docente vittima dell’aggressione» (in malattia dopo 5 giorni di prognosi refertati dal pronto soccorso), oltre alla sanzione disciplinare è stata offerta al ragazzo la possibilità di partecipare «a un percorso rieducativo di riflessione e crescita personale nei valori della tolleranza e del rispetto del prossimo e delle istituzioni», prestando servizio di volontariato alla mensa della Cittadella dell’accoglienza della Caritas o in altre associazioni da concordare, come DiverUguali o il Centro servizi per il volontariato». E la dirigente conclude: «Vogliamo recuperare e difendere l’alto valore del ruolo educativo e formativo e l’autorevolezza della figura del docente, ma è un impegno che deve coinvolgere tutta la collettività a partire dalle famiglie».

