Pugno di ferro sulle case popolari: sfratto per chi non paga l’affitto

12 Febbraio 2022

Linea dura del Comune nei confronti degli inquilini che hanno accumulato debiti con le locazioni Sono già scattati i primi 4 provvedimenti per le famiglie in via Caduti per servizio e in via Dalla Chiesa

PESCARA. L’amministrazione comunale adotta il pugno di ferro nei confronti degli inquilini che non pagano da diverso tempo gli affitti. Ieri, il dirigente del settore Politiche per il cittadino Marco Molisani ha firmato quattro decreti per altrettante famiglie con cui viene disposta l’immediata decadenza dall’assegnazione degli alloggi.
Così, dopo l’avvio di 48 procedure di sfratto a carico degli abusivi e degli occupanti senza titolo degli alloggi popolari, ora stanno arrivando anche i provvedimenti per i presunti evasori dei canoni di locazione.
I decreti dirigenziali, emanati ieri riguardano alloggi, di proprietà del Comune, sia in via Caduti per servizio, a Fontanelle, sia in via Carlo Alberto Dalla Chiesa, a Zanni. «È stata riscontrata una morosità di gran lunga superiore a sei mesi nel pagamento del canone di locazione», si legge in uno dei provvedimenti, «e, in base all’articolo 30 della legge regionale 96/96, la morosità è causa di risoluzione del contratto, con conseguente decadenza dell’assegnatario».
Questo è, di fatto, l’ultimo atto di una procedura partita da lontano. Infatti, gli uffici del Comune avevano già provveduto a contestare nel settembre 2020 gli addebiti agli inquilini non in regola con i pagamenti. Nessuno di loro, però, ha presentato un piano di rientro dalla morosità e nemmeno ha giustificato il proprio inadempimento.
Da qui, la decisione della commissione Erp, a gennaio scorso, dopo aver preso atto della perdurante situazione di morosità nel pagamento dei canoni di locazione, di esprimere il proprio parere, «obbligatorio e vincolante», in senso favorevole alla decadenza. Gli inquilini hanno 60 giorni di tempo per lasciare i loro alloggi. Le morosità vanno da 1.218 a 11.176 euro.
La decadenza dall’assegnazione comporta automaticamente la risoluzione di diritto del contratto di locazione in essere. Inoltre, il decreto costituisce un titolo esecutivo e «non è soggetto a graduazioni o proroghe», è scritto nel decreto, «con la conseguenza che, alla scadenza del termine assegnato, si provvederà immediatamente all’esecuzione d’ufficio degli sfratti senza bisogno di un ulteriore avviso».