Pulizie ospedale, stato d’agitazione
Ventisette dipendenti devono passare dal colosso Dussmann a una coop pescarese
PESCRA. La Asl ha detto sì a un subappalto per le pulizie da 1,7 milioni di euro. Il colosso Dussmann di Milano, che dal primo novembre 2014 cura i servizi di «pulizia e sanificazione» negli ospedali di Pescara, Penne e Popoli e nei distretti sanitari, passerà «parte» delle commesse a una cooperativa di Pescara, la Eucora con sede in via Pesaro. È già pronto l’elenco dei 27 dipendenti della Dussmann che dovrebbero passare alla cooperativa. Ma il passaggio di consegne arriva in un periodo di tensione tra l’azienda e gli oltre cento lavoratori che sono in stato di agitazione: oggi, all’ospedale, è previsto un incontro tra i dirigenti della Dussmann, i responsabili dell’Eucora e i sindacati per annunciare il percorso che sarà seguito. «Lo stato di agitazione resta ma, di fatto, è congelato in attesa delle spiegazioni che ci sono state promesse», spiega Lidia Forli della Fisascat-Cisl, «il subappalto è contemplato dal capitolato di gara ma l’importante è tutelare i lavoratori che dovrebbero passare dalla Dussmann alla cooperativa: è essenziale che i dipendenti dovranno avere le stesse tutele». Lo stato di agitazione, che ha aperto una vertenza, non è stato indetto per il subappalto ma per altri fronti aperti: la riduzione delle ore di lavoro con stipendi più leggeri; il tipo di contratti adottati; l’organizzazione del lavoro con un orario spezzato che prevede il rientro anche per un’ora sola. «Non possiamo penalizzare ancora i lavoratori», avverte Forli, «ma l’azienda ci ha assicurato l’intenzione di voler risolvere i problemi e si è resa disponibile a una trattativa. Poi, saranno i lavoratori a decidere se le soluzioni prospettate dalla ditta sono sufficienti o no».
Ma sull’appalto da 22,4 milioni di euro per 5 anni pendono una denuncia in procura presentata dal sindacato Fials e un ricorso al Consiglio di Stato avanzato dalla Cns servizi di Bologna, la stessa ditta che aveva già fatto ricorso anche al Tar di Pescara. Il Tar, però, aveva legittimato l’appalto.
In questo clima, con una delibera del direttore generale Asl Claudio D’Amario, è stato il autorizzato il subappalto «di parte del servizio di pulizia». I servizi che la Dussmann vuole esternalizzare sono le pulizie della sede dell’eliporto del 118 all’aeroporto di Pescara e nel consultorio di via Raiale e poi nei distretti sanitari di Caramanico, Montesilvano, Spoltore, Catignano, Civitella, Cepagatti, Pianella, Loreto, San Valentino, Torre, Scafa, Alanno, Bussi, Manoppello, Tocco e Città Sant’Angelo. Il totale del subappalto, secondo le stime della stessa Dussmann, è di 1,75 milioni. All’inizio del 2015, la Asl aveva ampliato i servizi di competenza della Dussmann con «sanificazione e pulizia dei piani di lavoro, rifornimento di materiale di consumo (sapone liquido, salviette in carta), chiusura sacchi/contenitori dei rifiuti pericolosi e no».
Al centro dell’esposto della Fials ci sono i tagli alle ore di lavoro dei dipendenti: dopo il passaggio di consegne tra la Dm di Roma e la Dussmann, con la conferma dei dipendenti, i nuovi contratti sono stati firmati sotto il segno dei tagli e sugli stipendi sono arrivati fino a 100 euro in meno. I dipendenti che lavoravano 30 ore a settimana sono passati a 28 (meno 8 ore al mese); quelli che lavoravano 36 a 34 (meno 8 ore al mese); quelli che lavoravano 40 a 36 (meno 16 ore). Nessun taglio per i dipendenti da 18 e 24 ore a settimana. Ma secondo la denuncia l’appalto era stato vinto dalla Dussmann con la promessa di un monte orario maggiore: «Abbiamo fatto la denuncia con i documenti in mano. Qualcuno crede di essere trasparente ma abbiamo fiducia nella magistratura perché sappiamo che c’è sempre un giudice a Berlino», dichiara il segretario provinciale Fials Gabriele Pasqualone. Denuncia penale e ricorsi amministrativi viaggiano sullo stesso binario: il Tar, su ricorso della ditta esclusa Cns, ha fatto i conti sulle ore di lavoro dei dipendenti e ha bocciato il ricorso. Ora, il Cns ha fatto ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar: la Asl ha affidato l’incarico della difesa all’avvocato Giulio Cerceo «attesa l’infondatezza e la pretestuosità» delle richieste del Cns.
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