Punto nascita da chiudere Il sindaco: sì alla deroga

2 Luglio 2015

PENNE. Il futuro dei punti nascita degli ospedali di Penne, Atri, Sulmona ed Ortona sembra segnato, ma la volontà dei comitati e delle istituzioni locali è quella di continuare a lottare contro la...

PENNE. Il futuro dei punti nascita degli ospedali di Penne, Atri, Sulmona ed Ortona sembra segnato, ma la volontà dei comitati e delle istituzioni locali è quella di continuare a lottare contro la decisione presa dalla Regione Abruzzo. I 4 punti nascita verranno chiusi perché non rispettano il numero minimo (500) di parti l’anno previsto dalla legge. All’ospedale di Penne, nel 2014, non si sono superate le 340 nascite, ma le decisione di chiudere il reparto ha unito tuttia. Ora, il sindaco Rocco D’Alfonso ha partecipato martedì scorso alla conferenza dei capigruppo del consiglio regionale, dove è stato affrontato il tema della chiusura dei 4 punti nascita. Il sindaco ha illustrato ai capigruppo e all’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci e ai membri del Cpnr (Comitato percorso nascita regionale), i motivi in base ai quali la maternità dell’ospedale San Massimo dove ottenere la deroga per evitare la chiusura. «Il punto nascita del San Massimo svolge un ruolo fondamentale per il territorio vestino, questo è un principio innegabile. Crediamo», ha detto D’Alfonso, «che al di là di un dato collegato al numero delle nascite, peraltro non completo e viziato, abbiamo altri due motivi che ci spingono a chiedere con forza e determinazione, anche sul piano meramente giuridico, la deroga per il mantenimento: l’assenza di una viabilità veloce verso la costa e soprattutto il rischio reale che l’ospedale di Pescara, oggi, non abbia le condizioni tecniche per fare fronte all’alto numero di partorienti che si registrerebbe dopo le chiusure dei punti nascita di Penne e Atri. A sostegno della nostra tesi», ha aggiunto, «abbiamo chiesto al Cpnr di avviare uno studio alternativo alla chiusura anziché decretare la repentina soppressione dei 4 punti nascita, tenendo conto soltanto dei dati nudi e crudi registrati dai dipartimenti». In pratica a Penne ci si appella alla deroga prevista al decreto Fazio, quello che per primo ha previsto la chiusura dei reparti nascita al di sotto di determinati numeri, secondo la quale i punti nascita presenti in aree svantaggiate dal punto di vista della territorialità potrebbero rimanere in vita. Di certo, il punto nascita rappresenta un servizio fondamentale non solo per Penne ma per tutto il territorio vestino. Il Comitato percorso punto nascita regionale, intanto, tornerà a riunirsi il 9 luglio, alle 15, per analizzare le proposte avanzate dalla conferenza dei Capigruppo della Regione.

Francesco Bellante

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