Punto nascita di Penne: la chiusura tra 15 giorni

La Asl rinvia la soppressione del reparto dell’ospedale San Massimo in attesa del completamento delle nuove sale parto a Pescara. Oggi riparte la protesta
PENNE. Slitta la chiusura del punto nascite dell'ospedale San Massimo di Penne. Nessun ripensamento politico e dirigenziale alla base della decisione. La chiusura del reparto nascite pennese è stata rinviata di 15 giorni per permettere il completamento di quattro nuove sale parto nella struttura sanitaria di Pescara che, secondo quanto previsto dalla riorganizzazione sanitaria regionale, serviranno ad ospitare le partorienti e i futuri nascituri dell’area vestina e di altri territori della provincia pescarese.
Ieri, intanto, nella riunione del Comitato ristretto dei sindaci, il primo cittadino di Penne Rocco D'Alfonso ha chiesto che la chiusura del punto nascite del San Massimo venga rinviata di diversi mesi. «Ho chiesto un rinvio a marzo della chiusura del punto nascite per permettere che durante l'imminente inverno non si verifichino situazioni di pericolo per le partorienti e i nascituri dell'area vestina».
«Ad oggi», ha proseguito D'Alfonso, «non mi sembra che siano state adottate tutte le misure di trasporto previste dal protocollo di sicurezza».
Il manager della Asl di Pescara Claudio D'Amario ha però spiegato che una sospensione del provvedimento così lunga può dipendere solo da una scelta politica e non da un provvedimento dirigenziale sanitario. Quel che appare certo è che il punto nascite del San Massimo ha i giorni contati. Non appena i lavori all'ospedale di Pescara saranno ultimati, le quattro nuove sale parto dovrebbero esser pronte per il 30 novembre, il punto nascite vestino cesserà di funzionare.
La chiusura è dunque rinviata al prossimo primo dicembre. Oggi pomeriggio, intanto, i cittadini scenderanno in piazza per partecipare a un corteo in segno di protesta contro la decisione si tagliare l'importante reparto del San Massimo. La protesta, organizzata dal Movimento per la sanità vestina, prenderà il via alle 15 da piazza Luca da Penne per poi spostarsi fino all'ospedale. «L'ospedale San Massimo da diversi anni a questa parte», ha detto il portavoce del movimento di protesta Gabriele Frisa, «è stato fortemente depotenziato, con investimenti vicini allo zero, e messo in condizione di non avere più i numeri necessari per poter rispettare le nuove linee guida in materia sanitaria. Vogliamo che la Regione inverta questa tendenza e cominci ad investire sulla nostra struttura ospedaliera in modo da assicurare un sacrosanto diritto alla salute a tutti i cittadini».
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