Punto nascita, riparte la protesta

3 Aprile 2015

Risorge il movimento che contesta la chiusura programmata per il 31 ottobre

PENNE. Risorge il movimento contro la chiusura del punto nascita vestino. In città è circolata fino a ieri la voce che il reparto sarebbe stato azzerato il 30 settembre. In realtà, in sede regionale, è poi maturata la decisione di procedere alla soppressione non oltre il 31 ottobre. Ma tant’è. Il conto alla rovescia è partito e con esso la mobilitazione di associazioni e partiti che si oppongono allo smantellamento dei punti nascita che non raggiungono la soglia dei 500 parti l'anno e non rispettano i nuovi standard di sicurezza.

I vertici della sanità abruzzese hanno dunque fissato al prossimo entro sette mesi la effettivae chiusura dei reparti di Penne, Sulmona, Ortona e Atri. Un'accelerata decisa soprattutto per non compromettere l'uscita dell'Abruzzo dal commissariamento. La notizia, rimbalzata in tutti i Comuni interessati, ha generato parecchio malcontento. A Penne, è stato soprattutto il movimento per la sanità vestina ad alzare la voce.

«Con la chiusura del punto nascita del San Massimo» rimarca il portavoce del movimento, Gabriele Frisa, «sarà violato l'articolo 32 della Costituzione, quindi il diritto alla salute dei cittadini vestini. Per una partoriente di Farindola sarà quasi impossibile, in inverno, arrivare a Pescara senza correre rischi per la sua salute e quella del nascituro. Invitiamo il sindaco di Penne, Rocco D'Alfonso, a diffidare la Regione Abruzzo. Se il problema è superare la legge che stabilisce la chiusura dei punti nascita che non superano i 500 parti l'anno, allora chiediamo al presidente Luciano D'Alfonso di convocare tutti i parlamentari e senatori eletti in Abruzzo per presentare un disegno di legge che abbassi a 300 la quota dei parti annui nelle zone interne e con una difficile viabilità. Ricordiamo all'assessore Paolucci che l'area vestina serve anche territori del Teramano ed è grande quattro volte il Comune di Milano. Nei prossimi giorni» chiosa Frisa, «passeremo dalle parole ai fatti e organizzeremo una vera e propria protesta».

Francesco Bellante

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