Punto nascita, sindaci uniti: aumentato il numero dei parti
PENNE. Sindaci vestini compatti nella battaglia in difesa del punto nascita di Penne. C’è stata una grande partecipazione di sindaci o loro delegati ieri all’incontro organizzato dall’amministrazione...
PENNE. Sindaci vestini compatti nella battaglia in difesa del punto nascita di Penne. C’è stata una grande partecipazione di sindaci o loro delegati ieri all’incontro organizzato dall’amministrazione comunale guidata da Rocco D’Alfonso che ha chiamato a raccolta i colleghi dei centri vicini per discutere il problema della possibile chiusura del reparto nascite dell’ospedale San Massimo che cadrebbe sotto la scure della spending review del governo regionale, a sua volta vincolato a rientrare in determinati parametri di spesa per uscire dal commissariamento nel comparto sanitario. Ma se il freddo calcolo matematico sostiene alcune tesi, l’area vestina, attraverso i suoi amministratori, dà voce con forza ad altre istanze, quelle di un territorio già fortemente penalizzato per la lontananza dalla costa e da una viabilità inadeguata.
I 10 sindaci presenti hanno ribadito la loro ferma contrarietà alla chiusura del reparto materno infantile nel quale, da un paio di anni a questa parte, si è registrato un notevole incremento dei parti, grazie alla presenza di un eccellente staff di ginecologi e ostetriche che lo hanno riportato agli splendori di un tempo, quando era uno dei fiori all’occhiello di tutta la provincia.
Sull’argomento è intervenuto l’assessore pennese alla sanità Margherita D’Agostino che ha illustrato i dati – relativi al 2013 - riguardanti il numero dei parti in tutta la regione e la loro distribuzione in base ai punti nascita delle 4 province. Pescara è la provincia con il più alto numero di nascite con la sproporzione, evidente, che esistono solo due reparti maternità rispetto ai 4 di Chieti, i 3 di Teramo e i tre dell’Aquila. Sopprimendo Penne rimarrebbe in vita solo il punto nascita di Pescara che dovrebbe affrontare da solo circa 2.400 parti. La proposta che verrà inviata con un documento sottoscritto da tutti i sindaci vestini al governatore Luciano D’Alfonso e all’assessore alla sanità Silvio Paolucci è proprio questa: Pescara potrebbe “cedere” a Penne il numero di parti necessari a far rientrare il reparto negli standard previsti dalla normativa nazionale.
Claudia Ficcaglia
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