Punto nascite verso il salvataggio

Si allontana la possibilità di sopprimere il reparto dell’ospedale San Massimo
PENNE. Il punto nascite dell'ospedale San Massimo di Penne non sarà soppresso, almeno per il momento. L'assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci, ha fatto sapere che le prossime settimane serviranno per fare ulteriori valutazioni sui punti nascita d’Abruzzo - Atri, Ortona e appunto Penne - che non rientrerebbero negli standard fissati nell’accordo Stato-Regioni del 2010 ripreso dal decreto Fazio, il ministro della salute del Governo Berlusconi.
La soglia minima di parti annui è stata fissata a 500 mentre nell’ospedale vestino se ne contano circa 250 l’anno. La notizia che la Regione farà ulteriori valutazioni prima di prendere una decisione definitiva sul futuro degli importanti reparti è stata accolta con soddisfazione dal sindaco di Penne Rocco D’Alfonso.
«Mantenere in vita il punto nascite di Penne è fondamentale sia per le difficoltà viarie dell’intera area vestina nel raggiungere in breve tempo Pescara sia per il vasto territorio che si appoggia all’ospedale San Massimo», ha sottolineato il sindaco di Penne. Nei giorni scorsi il primo cittadino del capoluogo vestino ha incontrato anche il responsabile del reparto nascite pennese, il primario Antonio Vizioli, per informarlo sulle nuove linee stabilite in Regione.
Soddisfazione per come si sta evolvendo la situazione del reparto nascite del San Massimo anche da parte del movimento per la sanità vestina che nei mesi scorsi è sceso in piazza per protestare contro l’eventuale manovra sanitaria. Qualora in futuro il San Massimo di Penne dovesse perdere il proprio punto nascite, l’ospedale di Pescara, che è già al massimo dell’operatività con una media di 2100 parti all’anno, verrebbe ulteriormente spremuto.
Francesco Bellante
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