Pusher arrestato con otto chili di hascisc

8 Giugno 2016

Operazione della squadra mobile a Montesilvano. In carcere a Pescara 37enne marocchino

MONTESILVANO. Quando la polizia ha bussato alla sua porta ha finto di non essere in casa, sapendo che gli avrebbero trovato circa otto chili di hascisc. E, nonostante l'insistenza degli agenti della squadra mobile di Pescara, non ha aperto la porta.

Sperava che il controllo saltasse e invece, per tutta risposta, il personale della sezione antidroga ha sfondato una delle finestre dell'alloggio, lo ha perquisito e trovato lo stupefacente, per poi arrestare lo spacciatore, un marocchino di 37 anni, Aziz En Naji, che si è trasferito di recente a Montesilvano da Napoli. Ha preso in affitto una stanza nella città adriatica e lì, nella camera da letto, teneva tutta la droga: 79 panetti, per un totale di otto chili di hascisc, da cui avrebbe ricavato migliaia di dosi da vendere sul mercato locale, per un valore di circa 15mila euro. Aveva nascosto la droga in uno zaino e un trolley ed è possibile che lo stupefacente fosse da poco arrivato nelle sue mani.

Potrebbe essere stato lo stesso Aziz a trasportare la droga in città, dove l'avrebbe smistata, o averla ricevuta da altri, ma questi sono particolari ancora da accertare.

Sembra però che il 37enne potrebbe essersi già disfatto di una parte di quel carico, prima dell'arrivo della polizia. Uno dei panetti, infatti, è stato trovato spezzato, con una parte mancante, e la presenza in quella camera da letto di 2mila 620 euro in contanti fa presupporre che l'uomo avesse già incassato qualcosa, cioè i proventi di una o più cessioni, visto che all'ingrosso l'hascisc viene venduto a circa mille euro al chilo.

Non si esclude, quindi, che la partita iniziale fosse più consistente e sfiorasse i dieci chili. Si tratta solo di ipotesi e l'attività della sezione antidroga mira a scoprire, nei giorni a venire, i contatti del 37enne, sia sul fronte dei fornitori che dei clienti, per capire quali fossero i canali di provenienza dello stupefacente e anche la destinazione, cioè gli ulteriori passaggi che l'hascisc avrebbe seguito prima di arrivare nelle mani di chi ne fa uso. Non ci sarebbero dubbi, però, sul fatto che l'hascisc conservato nella valigia e nello zaino fosse destinato proprio al mercato locale. Oltre alla droga, il personale della squadra mobile, diretto da Pierfrancesco Muriana, ha trovato e portato via dalla camera da letto dove viveva lo spacciatore anche quattro telefoni cellulari e diverse schede telefoniche, il che dimostrerebbe che il 37enne non svolge un ruolo secondario nei traffici di droga di cui sembra protagonista. Per l'uomo, già noto alle forze dell'ordine proprio per questioni di droga, oltre che di immigrazione clandestina, si sono aperte le porte del carcere di Pescara.

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