Quagliariello avverte: «Tempo scaduto»

Il senatore richiama il centrodestra, a 51 giorni dal voto, sull’ufficializzazione del candidato presidente Marco Marsilio
PESCARA. “Tempus fugit”, ma a 51 giorni dalla data del voto il tavolo nazionale del centrodestra non si è ancora riunito. Ed è dal quel tavolo che deve giungere l’ufficializzazione di quanto, ormai, da più parti è dato per scontato: la candidatura del senatore Marco Marsilio alla presidenza della Regione. Silvio Berlusconi ha detto sì, le resistenze interne a Fratelli d’Italia (partito di cui Marsilio fa parte) sono state superate, e anche per Lorenzo Cesa (Udc) quella di Marsilio è candidatura condivisa. Manca la Lega, e nonostante Matteo Salvini abbia rassicurato circa la volontà di incontrare presto gli alleati, anche la giornata di ieri è trascorsa nell’inutile attesa di un incontro che non c’è stato. Una situazione che sta determinando confusione anche nell’elettorato di centrodestra, che comincia a chiedersi cosa ci sia dietro questo tira e molla.
A richiamare la coalizione a un atteggiamento politicamente più responsabile è l’onorevole Gaetano Quagliariello (Idea). «Ho più volte affermato di non aver condiviso le modalità con le quali il tavolo nazionale del centrodestra ha affrontato la scelta dei candidati governatori per le Regioni chiamate prossimamente al voto». Detto questo, Quagliariello fa il riassunto delle puntate precedenti. «Fratelli d’Italia, partito al quale il tavolo ha assegnato la candidatura per la presidenza dell’Abruzzo», spiega, «ha designato una terna e, all’interno di questa, ha dato un’indicazione preferenziale per il senatore Marsilio. Il presidente di FI, Silvio Berlusconi, qualche giorno fa, ha aderito a tale indicazione. Anche l’Udc, non presente al tavolo nazionale, per bocca del segretario Cesa ha dato il suo nulla osta. Solo alcuni giorni fa, il coordinatore regionale della Lega Giuseppe Bellachioma, ha affermato la non esistenza di veti sui nomi della terna. Giunti a questo punto», osserva, «sarebbe irresponsabile oltreché incomprensibile mettersi nelle condizioni, non ufficializzando la candidatura di Marsilio, di rischiare di perdere una partita che i sondaggi continuano a dare per vinta. Anche perché, essendo le elezioni il 10 febbraio e il Natale alle porte, i tempi per poter raccogliere le firme necessarie per presentare liste non partitiche iniziano a scarseggiare, e non credo che il centrodestra voglia limitarsi a una somma di interessi partitici. Alla luce della situazione che si è delineata, e visto che i candidati degli altri schieramenti sono già ufficialmente in campo e operativi, come parlamentare eletto in un collegio uninominale in rappresentanza del centrodestra avrei sentito il dovere di questo richiamo alla responsabilità qualunque fosse stato il nome del presidente scaturito dalla consultazione tra le principali forze della coalizione».
Un altro appello «a chiudere velocemente il discorso sul candidato alla presidenza», considerato che fra quattro giorni è Natale, arriva dal senatore Nazario Pagano, coordinatore regionale di FI. Tra qualche giorno gli azzurri presenteranno le liste, alle quali «manca solo la rifinitura dei dettagli».
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