Quaglieri incompatibile, esposto Pd

Pietrucci: «Ci rivolgiamo all’Anticorruzione». D’Alfonso: c’è chi si sente intoccabile
L’AQUILA . Si fa sempre più intricato il caso della supposta incompatibilità di Mario Quaglieri, eletto con quasi 12mila voti nella maggioranza di centrodestra guidata da Marco Marsilio. Il candidato di FdI, riconfermato il 10 marzo scorso con un quasi plebiscito, è al centro del mirino per la presunta incompatibilità per l’attività di medico chirurgo in cliniche private convenzionate con la Regione, proseguita anche mentre era presidente della commissione Sanità e poi assessore al Bilancio. Ad accusarlo, mentre fervono i giochi per comporre la nuova Giunta, è l'esponente Pd Pierpaolo Pietrucci, che ha annunciato un esposto all’Autorità nazionale anticorruzione. «Quaglieri, a cui riconosco la grande forza elettorale, è incompatibile sin dalla precedente legislatura», spiega il dem, al terzo mandato a palazzo dell’Emiciclo. Incompatibile in quanto in qualità di assessore «ha erogato fondi a strutture private» e «non si è messo in aspettativa dai suoi incarichi professionali come invece prevedeva la legge».
La querelle rischia di avere ripercussioni nella composizione del nuovo Consiglio regionale, tanto che al medico di Trasacco potrebbe essere chiesto di fare per il momento un passo indietro. Quaglieri, però, non ci sta e nel giorno di Pasquetta, in un comunicato ha sottolineato di aver «contribuito in prima persona» con le sue 11.748 preferenze alla vittoria. E citando “l’effetto Quaglieri” nello storico bis di Marsilio, invoca: «La volontà popolare deve essere rispettata».
E sulla questione, accanto a Pietrucci si schiera anche l’onorevole dem Luciano D’Alfonso, che interviene con una lunga nota in cui cita articoli del Codice civile e sentenze a corredo. «La volontà popolare deve essere rispettata, è il mantra», scrive, «di chi si sente intoccabile». «Ovviamente non è così: il voto degli elettori non mette al riparo dalle previsioni normative». E conclude: «Sorgono tre domande: 1) Conviene a Quaglieri rovinare la sua credibilità procedendo in spregio a una legge chiarissima che prescrive la non coincidenza tra i ruoli? 2) Come ha fatto Quaglieri a silenziare gli uffici competenti della Regione preposti a rilevare l’incompatibilità? 3) Come hanno fatto gli uffici regionali preposti, solitamente competenti, a non notare questa gigantesca antigiuridicità? La reazione dell’interessato è stata finora abbastanza scomposta: un comunicato inviato di primo mattino a Pasquetta per rivendicare il rispetto della volontà popolare contro quelli che lui definisce “giochi di palazzo”. Adesso vedremo cosa ne pensa l’Anac». (s.d.n.)
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