Quando i clienti scappavano per le multe

22 Agosto 2021

Le misure messe in atto tra il 2004 e il 2010 ridussero il fenomeno. Ma tre anni fa l’ultima fiaccolata

MONTESILVANO. Una delle ultime fiaccolate contro la prostituzione, a Montesilvano, risale al 2018 quando, ad organizzarla, era stato l’allora consigliere comunale e oggi assessore Anthony Aliano.
Un’emergenza che a cicli alterni continua da anni a riproporsi in città, con una tregua registrata intorno al 2014, dopo la battaglia avviata nel 2010 dall’allora comandante della compagnia dei carabinieri Enzo Marinelli, oggi a capo del Nucleo investigativo di Chieti. In particolare, furono le multe ai clienti a scoraggiare il fenomeno, considerando che, in caso di mancato pagamento nell’immediato, le sanzioni arrivavano direttamente a casa, con controlli serrati nei posti in cui andavano ad appartarsi le ragazze, molte delle quali proprio come oggi straniere: è così che scattavano identificazioni, contravvenzioni e spesso, per le ragazze non in regola, anche le espulsioni. Erano all’ordine del giorno servizi straordinari e retate, a volte anche tre a settimana, che in alcuni casi hanno avuto sviluppi con gli arresti degli sfruttatori. La campagna contro la prostituzione, infatti, era mirata anche da un punto di vista investigativo con controlli nei locali notturni del territorio, nei night e nelle abitazioni trasformate in case d’appuntamento. Agli appartamenti i militari dell’Arma arrivavano spulciando negli annunci presenti sui giornali o nella rete. Ma non solo case d’appuntamento. Smascherati e sequestrati anche centri benessere a luce rosse gestiti dai cinesi. E nel corso delle operazioni furono salvate diverse ragazze. Fra loro Stefania, una giovane bulgara strappata alla sua famiglia all'età di 17 anni con il miraggio di un lavoro in Italia, e invece costretta a prostituirsi. A liberarla da quell'inferno, proprio i carabinieri di Montesilvano che riuscirono a individuare e mandare a processo i suoi aguzzini per riduzione in schiavitù. Quando la trovarono, aveva i capelli strappati, i lobi delle orecchie e le ginocchia tagliate. L'8 marzo del 2019 Stefania è stata ricevuta al Quirinale dal presidente Mattarella. (a.d.f.)