Quando la giustizia aiuta davvero
Il primo bilancio del nuovo istituto che punta a riparare il danno
PESCARA. Nasce come attività di supporto alle vittime ma si rivolge anche agli autori del reato: si tratta della Giustizia riparativa, entrata tra gli istituti giuridici con la riforma Cartabia. La Giustizia riparativa scaturisce da una prospettiva diversa, per la quale l’esigenza primaria non è quella di punire il reo, ma quella di individuare il modo migliore per riparare il danno cagionato dal reato.
La riparazione assume una valenza soprattutto etica, con l’obiettivo di farsi carico della sofferenza fisica e psicologica della vittima e di responsabilizzazione del reo, attraverso l’adesione a percorsi di mediazione. Un primo bilancio dell’attività in Abruzzo verrà tracciato giovedì prossimo dalle ore 15 nell’auditorium Petruzzi del Museo delle Genti a Pescara nel corso del convegno “Raccontare la Giustizia riparativa”. Le prime attività in tema di Giustizia riparativa sono state rese possibili grazie al progetto nazionale Rime (Riparazione mediazione vittime), finanziato dalla Casse Ammende, in partenariato con la Regione Abruzzo, il Tribunale di Sorveglianza, quello per i minorenni, l’amministrazione penitenziaria, Anci Abruzzo e Garante dei detenuti. In Abruzzo le prese in carico del servizio di giustizia riparativa, su invio degli organismi giudiziari e dei servizi sociali della giustizia, sono stati 70 autori di reato e un numero pari di vittime e si è provveduto a strutturare azioni di mediazione penale o, in alternativa, percorsi di giustizia riparativa. Il Servizio di assistenza a chi ha subito reati ha invece registrato l’accesso di 25 vittime. (c.s.)

