Quando le strisce finiscono in aiuole o nel parcheggio

Due pedoni investiti a Teramo, ma non sono previsti accorgimenti per rendere più sicuri gli attraversamenti
TERAMO. L’ultimo caso di un investimento di pedone sulle strisce è avvenuto a Teramo città meno di una settimana fa, quando una donna di 40 è stata travolta in via Cona, riportando lesioni di una certa gravità. Un incidente dovuto in primis all’imprudenza del guidatore dell’auto, ma anche al fatto che quest’ultimo era stato abbagliato dalle luci dei veicoli che procedevano in senso contrario (l’incidente è avvenuto alle 18, quando era già buio). Le strisce pedonali in quel punto sono ben visibili, ma non c’è un impianto di illuminazione puntato proprio sulle zebre, nè è prevista la sua realizzazione. Strisce ben visibili anche in piazza Garibaldi a Teramo, dove il 1° luglio scorso un pedone è stato investito da un Suv riportando traumi alla testa e in altre parti del corpo. In qussto caso l’incidente avvenne di giorno, per cui la mancanza di un’illuminazione specifica non può essere tirata in ballo. La pavimentazione della piazza, e quindi anche le strisce pedonali, sarà rifatta entro breve, ma non sono previsti altri accorgimenti per rendere più visibili gli attraversamenti pedonali.
Un caso a parte è quello del lungomare di Roseto, dove nei giorni di Ferragosto una turista è stata travolta insieme al filgi di 10 anni e sono rimasti entrambi feriti. Gli attraversamenti pedonali del lungomare centrale di Roseto sono quasi invisibili perché sbiaditi e senza illuminazione. Ma la cosa più strana è che partono dal marciapiede a ridosso della pista ciclabile per finire sulle aiuole o nel bel mezzo di parcheggi. Una situazione che si è venuta a creare con la realizzazione del nuovo lungomare che avrebbe dovuto cambiare completamente il volto del lato mare della città, ma poi sono finiti i soldi e i lavori sono rimasti a metà. Un’incompiuta, dunque, il cui aspetto più inquietante è rappresentato dalle strisce zebrate che combaciano con gli scivoli del marciapiede, cioè la parte ultimata del lungomare, ma vanno a finire sulle aiuole o sui parcheggi. Inutile sottolineare i pericoli per chi deve attraversare la strada: per raggiungere il lato opposto del lungomare bisogna necessariamente percorrere un tratto di strada camminando sul bordo della carreggiata, con le automobili che sfrecciano a pochi centimetri sfiorando pericolosamente ciclisti e pedoni. E purtroppo quello che era ampiamente prevedibile si è verificato la scorsa estate con l’investimento della turista e del figlio. (red.te.)
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