Quarantenne trovato morto in carcere

Scoperto dagli agenti penitenziari ieri mattina. Il detenuto era nel suo letto: nessun segno di violenza. Si ipotizza il malore
PESCARA. Tragedia, ieri mattina, nel carcere di San Donato dove un detenuto di 40 anni, italiano, è stato trovato senza vita dagli agenti della polizia penitenziaria durante i consueti giri di controllo. La scoperta è stata fatta attorno alle 8. L’uomo, che pare non avesse particolari problematiche di salute, era nel suo letto e sembrava che dormisse.
Come gli agenti si sono però avvicinati hanno notato che in realtà non respirava. E’ stato quindi lanciato l’allarme, ma all’arrivo del medico per il 40enne non c’era più nulla da fare. Molto probabilmente è morto nel sonno per un malore improvviso. Sul posto, per una prima ricognizione cadaverica, il medico legale che ora dovrà accertare le cause del decesso. Sul corpo, nessun segno di violenza.
Di fronte alla tragedia, i sindacati sono tornati a denunciare la situazione in continua a versare il carcere di San Donato alle prese con criticità di ogni genere. «Da tempo», sottolinea il Sinappe, «stiamo dicendo in ogni modo possibile che il carcere di Pescara ha bisogno di una maggiore attenzione, che deve arrivare dagli uffici centrali. Qui ci sono state diverse evasioni nel giro di poco tempo e ora anche i decessi. Il nostro è un vero e proprio grido d’allarme. Bisogna fare qualcosa e subito. La polizia penitenziaria», prosegue il sindacato, «si trova da sola a fronteggiare le tante emergenze che ci sono. Proseguono a verificarsi criticità, in primis legate alla mancanza di personale, ormai ridotto all’osso, ma anche di gestione. Vogliamo risposte dal dipartimento. In questo modo non si può continuare. Occorre su questo penitenziario un intervento decisivo».
(a.d.f.)

