Quattro mesi fa quell’esposto di M5S alla Corte dei conti
PESCARA. Il 28 febbraio scorso, il Movimento 5 Stelle aveva presentato un esposto alla procura regionale della Corte dei conti, per denunciare le numerose proroghe alla Soget del servizio di...
PESCARA. Il 28 febbraio scorso, il Movimento 5 Stelle aveva presentato un esposto alla procura regionale della Corte dei conti, per denunciare le numerose proroghe alla Soget del servizio di riscossione dei tributi comunali. L’esposto era firmato dal deputato Andrea Colletti, dal consigliere regionale Domenico Pettinari e dai consiglieri comunali Enrica Sabatini, Erika Alessandrini e Massimiliano Di Pillo.
«La delibera di consiglio 146, del 2015», avevano scritto gli esponenti M5S, «ribadisce l’obbligatorietà del rispetto delle procedure di gara ad evidenza pubblica nell’affidamento delle attività di riscossione tributi degli enti locali. Contrariamente a quanto disposto nella delibera di consiglio comunale, il governo comunale, il 30 dicembre 2015, ha disposto l’ulteriore proroga della concessione del servizio di riscossione dei tributi in favore della società Soget». «Con successiva delibera di giunta comunale», avevano fatto presente gli esponenti M5S, «si è disposta l’ulteriore proroga. Nonostante sia trascorso un anno dall’adozione della delibera 146, del 2015, l’attuale governo comunale non ha ancora predisposto e pubblicato il bando di gara ad evidenza pubblica. Tale mancanza costituisce un danno per il Comune, poiché di fatto impedisce l’abbattimento dei costi».
Nel frattempo, per la stessa ragione, anche il capogruppo di Forza Italia Marcello Antonelli aveva inviato una lettera all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac).
Pronta era stata la replica dell’assessore ai tributi Giuliano Diodati. «Ben venga», aveva detto, «da parte delle autorità competenti una puntuale verifica sull’operato di questa amministrazione e sugli atti compiuti, così potranno verificare che abbiamo operato nel pieno rispetto delle normative vigenti». «Mi preme evidenziare», aveva poi sottolineato l’assessore, «come l’amministrazione comunale non abbia posto in essere nessun comportamento contrario rispetto a quanto previsto nella delibera 146, del 2015. Questa, infatti, contiene solo un indirizzo, mentre non esiste alcun divieto di utilizzare gli strumenti che l’ordinamento giuridico pone a disposizione degli enti per garantire la continuità del servizio di riscossione».(a.ben.)
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