Quattro ore di black-out Insorgono i commercianti

MONTESILVANO. Quasi quattro ore di black-out, con condizionatori fuori uso e frigoriferi spenti dalle 14 alle 17.50. È successo ieri a Montesilvano, a causa di un guasto, come fa sapere Enel, a un...
MONTESILVANO. Quasi quattro ore di black-out, con condizionatori fuori uso e frigoriferi spenti dalle 14 alle 17.50. È successo ieri a Montesilvano, a causa di un guasto, come fa sapere Enel, a un terminale della linea che alimenta la zona di viale Europa, via D’Annunzio e zone limitrofe. Un disagio per centinaia di famiglie ma soprattutto un danno per i tanti commercianti che hanno dovuto chiudere le attività, come nel caso della Conad di via Verrotti, non potendo far funzionare, oltre al resto, neanche le casse. «Il problema», riferisce a nome il direttore di Confesercenti Gianni Taucci, «è che la riparazione del guasto è stata troppo lunga, e senza che Enel abbia sopperito con gruppi elettrogeni seri. Invece, quando i gruppi elettrogeni privati sono finiti essendo superati i termini massimi, sono iniziati i problemi. Il risultato», sottolinea ancora Taucci, «sono i danni per centinaia di migliaia di euro. Parliamo dei prodotti deperibili di supermercati e ristoranti che hanno avuto i frigoriferi fuoriuso, ma anche di mancati incassi, anche per i negozi di abbigliamento che con questo caldo, senza condizionatori, hanno chiuso».
«I nostri tecnici sono intervenuti prontamente», spiegano dall’ufficio stampa di Enel, «la gestione del guasto ha richiesto una mancanza di alimentazione di energia di alcune ore, ma alle 17.50 è stato rialimentato tutto». Lo conferma, dal suo supermercato, il titolare Ardente che alle 17,50, dopo essere stato costretto a chiudere, si è precipitato a verificare lo stato dei frigoriferi. «Abbiamo chiuso alle 15, dopo che la corrente è andata via alle 14 senza alcun preavviso. La corrente è tornata alle 17,50 e devo ancora verificare i danni, ma è allucinante che l’Abruzzo non ha risorse e intelligenze per risolvere urgenze come neve, fuoco, acqua, vento ed elettricità».
«Abbiamo ricevuto decine di chiamate di operatori disperati», conclude Taucci, «che lamentavano di dover buttare diverse migliaia di euro di materiale, senza sapere neanche se potranno recuperare i soldi persi. Se c’è una rottura importante l’Enel deve sopperire con gruppi elettrogeni seri. Il problema non è il guasto, ma le soluzioni alternative al guasto che vanno messe in atto per tutelare le attività che pagano l’Enel». (s.d.l.)

