«Quattro scuole inagibili» Il caso finisce dal prefetto

2 Settembre 2018

Foschi chiede di non riaprire gli istituti Antonelli, Rodari, Michetti e Don Milani Il Comune ha già progettato gli interventi e ora attende i fondi della Regione

PESCARA. Quattro scuole in attesa della copertura finanziaria della Regione, con i lavori antisismici che finiscono sotto la lente del prefetto, tirato in causa per decidere se riaprire il 10 settembre gli istituti Rodari-Andersen di via Salara Vecchia, Don Milani di via Sacco, Michetti di via del Circuito e Antonelli di via Virgilio. A sollevare il caso, in una lettera indirizzata a Gerardina Basilicata, è Armando Foschi dell’associazione “Pescara mi piace, secondo cui le 4 scuole non sarebbero dotate dei minimi criteri di agibilità e non sarebbero quindi in grado di accogliere gli studenti alla riapertura delle aule.
Il Comune, fin dallo scorso maggio, nell’ambito del piano sicurezza che coinvolge i 53 istituti di sua competenza, ha progettato interventi per oltre 6.470.000 euro di cui 1.010.000 sulla Don Milani, 1.300.000 sulla Michetti, 2.310.000 sulla Antonelli e1.850.000 euro sulla Rodari-Andersen. A queste risorse sono state aggiunte le somme per le verifiche della vulnerabilità e per gli interventi in corso, per altri 3.540.000 euro, nonché altri 100mila euro per ottenere le nuove certificazioni di agibilità delle scuole e dei certificati antincendi che secondo Foschi mancano in 3 scuole su 4. Secondo il Comune, gli istituti, essendo stati realizzati in epoca precedente al 2003, prima che territorio pescarese venisse classificato sismico, non possono risultare adeguati sismicamente, ma lo sono dal punto di vista statico. Non è così per Foschi, che ha chiesto al prefetto di studiare subito soluzioni alternative per sistemare centinaia di studenti. Ecco nel dettaglio, la situazione delle 4 scuole.
Primaria Don Milani. Il fabbricato oggetto delle verifiche tecniche, risale ai primi anni 60 ed è composto da unico corpo di fabbrica con annesso uno spazio che ospita l’ascensore, realizzato successivamente alla costruzione del fabbricato principale. Secondo Foschi, l’edificio «non ha le certificazioni antincendio e a mettere a rischio la resistenza antisismica sono le 9 finestre affilate lungo i corridoi».
Il Comune ha annunciato che ha già messo in cantiere progetti per «renderla più sicura dal punto di vista sismico e strutturale (travi, soffitti e pilastri), con l’adeguamento alle normative antincendio, di sicurezza e degli impianti elettrici e termici, come richiedono le leggi vigenti. Oltre un milione sarà investito in una scuola di periferia sensibile, ma attivissima, capace di diventarne punto di riferimento, grazie al grande lavoro di integrazione della dirigenza».
Scuola media Antonelli. Sull’immobile, datato anni 60, il Comune intende intervenire sia strutturalmente che sulla sicurezza antincendio, anche se la scuola rientra nelle attività soggette ai controlli vigili del fuoco e possiede un regolare certificato di prevenzione incendi.
Secondo le indagini di “Pescara mi piace”, qui ci sarebbero «problemi di corrosione nell’armatura, con pilastri danneggiati e giunti espulsi». Per il Comune sono già previste opere che comprendono «l’adeguamento sismico e quello geometrico del giunto sismico tra i vari corpi di fabbrica. Dovranno essere inoltre realizzati interventi sugli elementi strutturali sismo resistenti, travi e pilastri, soffitti, in grado di incrementarne resistenza e duttilità per un totale stimato a 2.310.000 euro».
Primaria Rodari-Andersen. Stessa età delle altre, di questa scuola, Foschi sostiene che è necessario «intervenire su giunto sismico, travi e pilastri per garantire duttilità in caso di terremoti». Il Comune replica che sono già previsti «interventi su travi, pilastri e soffitti in grado di incrementare resistenza e duttilità del plesso, nonché su sicurezza, antincendio e impianti per un ammontare pari a 1.850.000 euro».
Media Michetti. Stesse problematiche rilevate sulla scuola «per metà occupata dal comando dei vigili». Foschi sostiene «l’inadeguatezza sismica e strutturale». Il Comune, anche a seguito del maltempo, ha predisposto «manutenzione e adeguamenti per 1.300.000 euro». (e.r.)