Quei super animali che vengono dall’Est
Dobbiamo tornare agli anni Settanta, quando gli ungulati in alcune zone, dato che i capi erano pochi, per capire la trasformazione del cinghiale in Italia. Fu allora che gli enti pubblici decisero di...
Dobbiamo tornare agli anni Settanta, quando gli ungulati in alcune zone, dato che i capi erano pochi, per capire la trasformazione del cinghiale in Italia. Fu allora che gli enti pubblici decisero di fare delle immissioni sul territorio con esemplari provenienti dall’Est Europa, che riproducendosi con quelli nostrani diedero vita a quello che potremmo definire un ibrido.
Risultato: se alla fine degli anni Settanta un cinghiale arrivava a pesare un massimo di settanta chili, oggi le squadre di cacciatori ne abbattono capi di centocinquanta chili. Un animale diverso rispetto a prima: più massiccio, che si stanca maggiormente muovendosi e di conseguenza è più facile trovare sulla difensiva. Ossia più feroce. Ma anche lo spopolamento delle campagne, l’abbandono dei boschi ma a che le coltivazioni hanno cambiato le carte in gioco della natura.
Ad esempio, con i nuovi metodi di taglio del bosco c’è un rinnovo più rapido delle piante che porta a una produzione maggiore di ghiande, il piatto preferito dagli ungulati. E in questa abbondanza, la specie prolifica. Se ci troviamo faccia a faccia con un cinghiale, la cosa migliore è starci lontano.

