«Quel giorno un agente mi salvò dal fuoco»

30 Agosto 2021

Il ricordo di Andreina Michetti, vedova del senatore Felicetti: le fiamme distrussero parte della sua villa

PESCARA. Negli occhi il terrore di quel pomeriggio d’estate, quando le onde di fuoco sono arrivate alla villetta al civico 130 di strada Colle Renazzo, si scioglie in un lampo di gioia davanti agli oleandri rinati dalle ceneri dell’incendio di San Silvestro. Andreina Michetti, la vedova del senatore Nevio Felicetti, salvata dalle fiamme da un poliziotto mentre era sola in casa, indica le pareti esterne dell’edificio tinteggiate di bianco e le piante che a un anno di distanza riconquistano il terreno. «Che cosa terribile veder bruciare la propria casa», racconta andando indietro con la mente, «quando quel bravo poliziotto mi ha presa per un braccio e mi ha portata via per le scale, riuscendo a salvarmi, i miei oleandri erano avvolti dalle fiamme. Sono rientrata nella mia casa nel gennaio scorso e il verde non c’era più. Oggi invece gli oleandri sono ricresciuti più forti che mai. L’altro giorno è spuntato un fiore bianco, il primo in assoluto, l’ho regalato a mia nipote Emma».
Intorno i resti dei pini bruciati e della terra scura incorniciano il versante della collinetta. Lo spazio della rimessa per le auto, al piano terra, è rimasto vuoto. Nell’incendio di un anno fa furono ridotte in rottami le automobili di famiglia e i cani, rimasti nel recinto, non riuscirono a salvarsi. «Ero al telefono con i miei figli quando è scoppiato l’incendio», racconta Andreina Michetti, «i miei nipoti erano al mare. Quando gli è arrivata la notizia si sono messi in macchina di corsa. Ricordo le lacrime e gli abbracci infiniti quando ci siamo ritrovati». A un anno di distanza la discussione si sofferma su cosa è rimasto e su quello che ancora si dovrebbe fare per mettere in sicurezza la zona. «Che tristezza lo spettacolo di questa terra grigia», rimarca la donna, «qui intorno c’era un bosco bellissimo. Adesso invece ci sono solo gli alberi piegati. Ne sono stati già tagliati parecchi, perché purtroppo sono vicini alle case e sono quindi pericolosi. Ma ancora non troviamo nessuno che ci aiuti a portare via i residui dell’incendio».(y.g.)