«Quel palazzo fatiscente vale solo 900 mila euro»

Ecco la perizia del 2012 : Cetrullo comprò l’immobile poi rivenduto a 2,8 milioni La polizia: plusvalenza anomala. Pettinari: farò un esposto alla Corte dei Conti
PESCARA. Due perizie contrastanti: quella del 2012 valuta un palazzo di 4 mila metri quadrati in via Rigopiano 900 mila euro e cioè 225 euro al metro quadrato perché è «in abbandono e palese stato di fatiscenza» tanto che l’imprenditore che lo stava comprando proprio in quel momento pensava di «demolirlo e ricostruirlo»; quella del 2014 dice che lo stesso immobile vale più di tre milioni di euro in base a un «probabile valore di mercato». La perizia di due anni fa, certificata dal tribunale di Pescara, è stata fatta da un architetto, Alessandro Celiberti, che ha visionato e fotografato i 4 piani dell’immobile appena acquistato dalla Asl, mentre l’ultima perizia è dell’Agenzia delle entrate e poggia sulle statistiche. Ma è possibile che la stima di un edificio nel centro di Pescara sia così oscillante?
«Plusvalenza». È la domanda al centro di un’indagine della squadra mobile sul palazzo d’oro, pagato 900 mila euro nel 2012 dall’imprenditore Ermanio Cetrullo, titolare della società Pmc, 63 anni e nipote del parlamentare del Psdi Aldo Cetrullo, e rivenduto due anni dopo al triplo del prezzo di acquisto e cioè 2,8 milioni di euro con uno sconto di 500 mila euro rispetto alla valutazione dell’Agenzia delle entrate. La Mobile, in un rapporto alla procura, parla di «ingente quanto anomala plusvalenza».
Pettinari denuncia. L’inchiesta è partita da un esposto del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Domenico Pettinari: «La Asl ha proprietà inutilizzate e non c’era bisogno di altri acquisti. Sarebbe bastato fare le ristrutturazioni. L’ho detto e gridato al presidente Pd della Regione Luciano D’Alfonso che ha grande responsabilità in questa storia. Prima D’Alfonso non ha risposto e, poi, con l’atto dal notaio già firmato ha detto che era necessario bloccare l’operazione. Quindi, con le strade amministrative ormai chiuse, ho fatto una denuncia». La Mobile, guidata dal capo Pierfrancesco Muriana, ha avviato i primi accertamenti e aperto un fascicolo per le ipotesi di reato di truffa aggravata e abuso d’ufficio. La denuncia è finita sul tavolo del pm Gennaro Varone e, non essendo più lui il titolare di indagini sulla pubblica amministrazione, è stata affidata alla pm Mirvana Di Serio. Alla pm, la polizia ha chiesto un provvedimento per acquisire documenti alla Asl ma la risposta della procura è stata una richiesta di archiviazione: per la pm, la stima dell’edificio fatta dall’Agenzia delle entrate è sufficiente a sgombrare il campo da eventuali reati. Ora, sarà il giudice per le indagini preliminari a decidere se mandare l’inchiesta su un binario morto o se ordinare nuovi accertamenti.
«Stima superficiale». Per la polizia, invece, quella valutazione è «superficiale»: «Appare superficiale», recita il rapporto di Muriana e del sostituto commissario Giancarlo Pavone, «limitarsi per una spesa così consistente da parte di una pubblica amministrazione, a prendere in esame un generico indice di “probabile valore di mercato” senza ricorrere a una stima più specifica, magari elaborata da professionisti (perizia asseverata). Per avere un parametro oggettivo su cui operare un valido confronto, potrebbe essere utile acquisire, a tempo debito, il prezzo di acquisto pagato dalla Pmc».
Corte dei conti. «Dall’informativa emergono anomalie. Rispetto la posizione della procura ma è necessario vigilare e presenterò un esposto alla procura regionale della Corte dei conti», dice Pettinari che ha preparato un’interpellanza per D’Alfonso con tre domande chiave: «Ma D’Alfonso lo conosce Cetrullo e perché? Se non era d’accordo, perché non ha fermato la Asl? E perché ha detto che non era d’accordo solo dopo la firma del rogito?».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

