«Quel progetto è un bluff, non si farà mai»
L’opposizione contesta la delibera approvata. La maggioranza ribatte: «È una svolta per la città»
PESCARA. «Una vittoria di Pirro». «La città regalata ai privati». «Un danno per Pescara». «Un progetto bluff che non verrà mai realizzato». Ieri l’opposizione si è scatenata in consiglio comunale. Centrodestra e Movimento 5 Stelle non hanno risparmiato critiche alla delibera sulle aree di risulta, con la maggioranza che ha cercato a fatica di contenere l’ondata di critiche. Prove tecniche di campagna elettorale, forse, il cui avvio è ormai prossimo per le amministrative di maggio.
Ha cominciato il capogruppo di Forza Italia Marcello Antonelli. «Il sindaco Marco Alessandrini», ha detto durante il suo intervento, «sordo alle istanze di tutta la città, degli imprenditori e degli operatori commerciali, sa benissimo che non riuscirà mai a dare esecutività a quell’atto. Prima dovrà superare lo scoglio delle centinaia di osservazioni per le richieste di modifica. Forse, arriverà a fare il bando, che però non partirà mai, perché il 26 maggio alle elezioni comunali ci penseranno i cittadini a mandarlo a casa con la sua maggioranza».
«Questa è una triste pagina della storia della città», ha affermato il capogruppo della Lega Vincenzo D’Incecco, «questa proposta per l’area di risulta è stata bocciata dalla città. Come farete a gestire e a garantire la sicurezza nei 7 ettari di verde?». «Volete consegnare la città a un privato per vent’anni», ha accusato la consigliera 5 Stelle Erika Alessandrini, «parlate di edificio culturale, ma nel progetto non c’è traccia. State sconfessando quello che avete scritto».
«Questa è una giornata da dimenticare per Pescara», ha fatto presente il capogruppo di Fratelli d’Italia Guerino Testa, «la maggioranza ha dimostrato ancora una volta di essere sorda alle richieste della cittadinanza. Mercatino etnico e aree di risulta dimostrano che l’amministrazione è influenzata dall’ala più a sinistra della coalizione». «Con questo progetto ci saranno più palazzi e negozi e meno sicurezza e posti auto nell’area di risulta», ha aggiunto il capogruppo di Pescara futura Carlo Masci, «questo progetto è solo un pezzo di carta nel vuoto assoluto di 5 anni di consiliatura».
Pronta la replica della maggioranza. «Siamo arrivati a questo traguardo dopo un percorso lungo e articolato», ha ricordato il capogruppo del Pd Emilio Longhi, «questo mese non è trascorso invano, abbiamo recepito alcuni miglioramenti su indicazione delle associazioni. In città avremo più verde e più cultura. Noi abbiamo scritto la prima pagina, il resto lo scriverà chi parteciperà al bando di gara». «Siamo partiti quattro anni fa con l’idea di mettere ordine a quel vuoto urbano», ha sottolineato il capogruppo della Sinistra italiana Ivano Martelli, «se siamo arrivati a questo punto significa che c’è stata partecipazione. Dall’opposizione, il vuoto cosmico. I 5 Stelle hanno solo criticato, ma non hanno mai proposto nulla». Critico, infine, il consigliere del gruppo misto Riccardo Padovano, nonché vice presidente della Confcommercio, una delle associazioni che contestano il progetto. «Vi siete posti il problema dei cittadini che dovranno parcheggiare e non troveranno posto nell’area di risulta?», ha concluso, «i prezzi per la sosta sono troppo cari, devono rimanere a 2,50 euro al giorno».(a.ben.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

