«Quel tunnel fu costruito al di sotto della sorgente»

PESCARA. Il 22 febbraio, tra 18 giorni, saranno passati tre mesi. Era il 22 novembre scorso quando, nella galleria San Silvestro della circonvallazione tra Pescara e Francavilla, crollava una parete...
PESCARA. Il 22 febbraio, tra 18 giorni, saranno passati tre mesi. Era il 22 novembre scorso quando, nella galleria San Silvestro della circonvallazione tra Pescara e Francavilla, crollava una parete di cemento lunga 23 metri a causa delle infiltrazioni d’acqua. Una tragedia sfiorata: il muro ha lambito una BmW X6 in transito. Da allora, la galleria da cento milioni di euro, inaugurata nel 2007 dall’allora ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro, è chiusa al traffico e sequestrata.
Ma i guai del tunnel lungo 3.623 metri sono cominciati assai prima: già nel 2009, ad appena due anni dalla festa dell’inaugurazione, sono comparse le prime infiltrazioni d’acqua. Un problema che è aumentato fino al 2012: «Acqua in carreggiata», dicevano i messaggi rilanciati dall’Anas sui tabelloni luminosi. La galleria, poi, è stata restaurata: altri tre milioni di lavori eseguiti tra il 2015 e il 2017, soltanto dopo le interrogazioni parlamentari del M5S che denunciavano «criticità strutturali». Ma quei lavori non sono bastati. Probabilmente, perché quella galleria è stata costruita, 17 anni fa, sotto una sorgente che nella progettazione potrebbe essere stata ignorata. È quanto emerge dalla prima relazione del prof Bernardino Chiaia del Politecnico di Torino, chiamato dalla procura come consulente. Al procuratore Giuseppe Bellelli e alla pm Anna Benigni che indagano per attentato alla sicurezza dei trasporti, omissione di lavori in costruzioni che minacciano la rovina e getto pericoloso di cose, il prof dice che «lo schema della galleria artificiale, con pali secanti, fa immaginare che la stessa non fosse stata considerata sotto falda nella progettazione e pertanto non si attendeva una spinta idraulica così importante sulla fodera interna. Tuttavia la conformazione morfologica e geologica del terreno di copertura sopra la galleria comporta, come si è potuto visionare, presenza di impluvi e fossi di scolo che possono generare venute d’acqua significative sulle pareti della galleria». E il prof spiega anche un altro dettaglio: «Al momento del sopralluogo, benché da alcuni giorni non vi fossero precipitazioni in atto», dice il professore, «era comunque ancora presente acqua che ruscellava anche significativamente». Proprio per questo, la galleria resta sotto sequestro: il decreto firmato dal gip Mariacarla Sacco dice che «è altamente probabile che la stagione invernale le piogge anche intense, tipiche di questa stagione, rappresentino un serio pericolo per l’incolumità pubblica, attese le criticità strutturali evidenziate nella relazione preliminare di consulenza tecnica».
Impossibile prevedere quanto tempo ci vorrà per riaprire la galleria: in una lettera al sindaco di Pescara, Carlo Masci, l’Anas parla di «un tempo di esecuzione dei lavori ad oggi stimato in non meno di 120 giorni». Ma la data di inizio lavori non c’è ancora. Per l’Anas, il costo di quei lavori ammonta a 1,5 milioni.

