Quella rappresaglia dentro il bosco

2 Novembre 2024

Venne rastrellata la popolazione, tra i morti figurano 60 donne e 34 bambini

ROCCARASO. La zona in cui era avvenuto il massacro rappresentava uno dei capisaldi della linea difensiva Gustav su cui le forze armate tedesche si attestavano dopo lo sbarco alleato a Salerno. L'eccidio di Pietransieri era stato compiuto infatti dalle forze di occupazione naziste. Nel bosco dei Limmari i soldati tedeschi avevano trucidato 128 persone inermi, di cui 60 donne, 34 bambini al di sotto dei 10 anni, e molti anziani, senza motivazioni documentate, ma per il semplice sospetto che la popolazione civile sostenesse i partigiani. A scampare alla strage una sola superstite, Virginia Macerelli, una bambina di sei anni che era stata occultata e protetta dalle vesti della mamma. La violenza dei tedeschi, comandati dal maggiore Wolf Werner Graf von der Schulenburg si era accanita in un primo momento contro il bestiame razziato, mitragliato e abbandonato nei boschi circostanti. In una seconda fase i nazisti avevano rastrellato gli abitanti inermi che si trovavano fra i casali dei Limmari. Le forze armate tedesche avevano fatto affiggere anche un manifesto nelle località di Rivisondoli, Pescocostanzo, Roccaraso, Roccacinquemiglia, e Pietransieri, secondo cui «tutti coloro che si troveranno ancora in paese o sulle montagne circostanti saranno considerati ribelli e ad essi sarà riservato il trattamento stabilito dalle leggi di guerra dell'esercito germanico», minaccia che era stata ignorata dalla popolazione, di umile condizione, che difficilmente avrebbe potuto abbandonare la propria terra e l’abitazione. Hitler aveva quindi ordinato alle forze tedesche di stanza in Italia centrale di mantenere le proprie posizioni fino alla primavera del 1945, facendo terra bruciata attorno alle formazioni partigiane. (a.d.a.)