«Questo lavoro è una missione: voglio salvare vite umane»

«Fare il bagnino non è un lavoro, è una missione. A me piace perché posso salvare vite umane». Marco Secone, 32 anni, di Città Sant’Angelo. Fa il bagnino da 15 anni, da 5 è in forze alla Compagnia...
«Fare il bagnino non è un lavoro, è una missione. A me piace perché posso salvare vite umane». Marco Secone, 32 anni, di Città Sant’Angelo. Fa il bagnino da 15 anni, da 5 è in forze alla Compagnia del Mare guidata da Cristian Di Santo. Ha cominciato a 17 anni osservando il fratello Massimiliano che si destreggiava in spiaggia tra «bagnanti indisciplinati e regole da rispettare, negli ultimi anni più ferree».
«Mai le spalle al mare» è una specie di motto per il lifeguard che elenca i giusti comportamenti del bravo bagnino: «Non esistono le distrazioni in servizio, niente telefonini, e sempre col binocolo in mare senza mai perdere di vista il mare. I salvataggi si possono evitare se si fa, come noi facciamo, tanta prevenzione per evitare le situazioni a rischio».
L’ultimo soccorso? «Due anni fa nello specchio d’acqua antistante l’Orsa Maggiore, un motoscafo si è rovesciato con due persone a bordo. Erano di Rieti, col collega Daniele siamo andati a recuperarli, dopo che erano stati sbalzati in acqua».
Una richiesta curiosa? «I bagnanti che ci domandano perché cambiamo i colori delle bandiere, rosse o bianche, a seconda delle condizioni meteo». E prima di ogni turno, una «abbondante colazione a base di frutta». (c.co.)

