«Questo strano novembre, troppo caldo e senza pioggia»

2 Dicembre 2014

Il meteorologo De Palma: nel 2013 caddero 319 millimetri, stavolta solo 10 e in montagna non c’è ancora neve

PESCARA. «Se mi ricordo il 2 dicembre dell’anno scorso? Certo che me lo ricordo, come potrei scordarlo. Mi ricordo che il martedì precedente telefonai all’allora assessore alla Protezione civile Berardino Fiorilli e gli dissi: assessore, guardi che tra domenica e lunedì prossimo il fiume Pescara potrebbe esondare. Purtroppo, accadde davvero». Giovanni De Palma, meteorologo di Montesilvano e ideatore del sito Internet www.abruzzometeo.org, torna a un anno fa e alle cause dell’alluvione: «Ricordo che, prima, ci fu un periodo di incubazione fredda con la prima neve già novembre, poi, la temperatura tornò ad alzarsi e con i venti di scirocco e la pioggia, le neve si sciolse improvvisamente e contribuì a ingrossare ancora di più i fiumi. Fortunatamente, l’anno scorso, al contrario del 1992, la diga di Penne fu gestita in maniera controllata. Comunque, furono giorni febbrili».

Il novembre appena passato, invece, è stato caldo e quasi senza pioggia: «Un novembre molto più caldo e molto meno piovoso della media», spiega il meteorologo. A novembre 2013, su Pescara, caddero 319 millimetri di pioggia, quasi tutti concentrati nell’ultima settimana; a novembre di quest’anno, appena una decina di millimetri e con una temperatura massima di 23,9 gradi e una minima di 7,1. «Un’anomalia», dice De Palma, «provocata dall’arrivo di perturbazioni afro-mediterranee che portano anche a temperature di 12 gradi superiori alla media. Comunque, ci attende un graduale e progressivo ritorno alla normalità entro la prima decade di dicembre. In base alle previsioni, per ora, non ci aspettano piogge abbondanti ma qualcosa di più simile ai temporali estivi. Purtroppo, però», sottolinea l’esperto, «il caldo di questo strano periodo non ha reso possibile l’innevamento in montagna: se continuasse così, sarebbe un problema per le falde freatiche, oltre che un danno economico per gli operatori del turismo della neve, ma c’è ancora tutto il tempo per cambiare». (p.l.)

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