«Qui non funziona niente e la città sta morendo»

La delegata alle Finanze: «Il rimpasto? Vado avanti, anche se sulle tasse in molti si sono nascosti dietro alla mia corazza. Ma è ora che tutti si mettano a lavorare»
PESCARA. «Io non parlo degli altri, parlo di me perché sono una persona corretta e magari pretenderei la stessa correttezza nei miei confronti». L’assessore al Bilancio e alle Finanze Bruna Sammassimo (ma con deleghe anche a Provveditorato, Programmazione economica e finanza innovativa, Sistemi informativi, Controllo di gestione e Spending review) per la prima volta rompe il silenzio, stanca di allusioni e sgambetti che aggiungono stress e tensioni al già delicato ruolo che ricopre da quando l’amministrazione ha alzato le tasse e dichiarato il predissesto. E dopo le voci del rimpasto in giunta che darebbero lei come primo nome a uscire dall’esecutivo per tornare a dedicarsi unicamente all’Inps di Montesilvano di cui è direttrice, Bruna Sammassimo affida al Centro il suo sfogo. E senza fare nomi attacca anche la sua maggioranza.
Assessore, che cosa sta succedendo?
Non lo so, io mi sto occupando del piano di riequilibrio, il sindaco non mi ha né riferito né convocato per eventuali comunicazioni.
Dunque tutto regolare?
Per me sì.
Eppure, qualcuno avrebbe letto la sua assenza al vertice di maggioranza sul predissesto convocato dal sindaco lo scorso 22 febbraio come un chiaro segnale di insofferenza da parte sua.
Quella domenica avevo un impegno ed era noto che non ci sarei stata la mattina. Avevo chiarito con il dirigente responsabile del settore, e comunque era una riunione tecnica tra l’altro convocata per forza quel giorno perché il sindaco sarebbe stato via per 4, 5, giorni. E con i tempi stretti che abbiamo, ogni giorno è prezioso perché per il 29 marzo dobbiamo aver approvato il piano di riequilibrio. Tutto il resto non mi appartiene.
Ammetterà che la sua è una posizione scomoda visto che tra aumenti di tasse, predissesto ed errori nelle cartelle inviate ai pescaresi, è l’unica ad averci messo la faccia.
E già. Gli altri si nascondono dietro la mia corazza perché ovviamente quando si prendono certe decisioni non è facile. In questa situazione ci possono essere anche delle incomprensioni, fa parte del lavoro quotidiano figuriamoci.
Però poi, almeno secondo quello che si mormora a Palazzo, mentre lei ci mette la faccia è il direttore del dipartimento amministrativo Guido Dezio, che sta lavorando al piano di riequilibrio, a prendere le decisioni.
Dezio va in commissione perché sono dati tecnici e dà un’esposizione di quei dati. Le decisioni si prendono altrove.
Eppure dopo quasi dieci mesi di governo la sua giunta stenta ancora a partire, lo dicono sia a destra sia a sinistra.
Non mi esprimo mai sul lavoro dei miei colleghi, ognuno fa quello che crede e che pensa, a seconda delle esigenze e delle priorità.
Non è che c’è un ingorgo di deleghe?
Mi sembra che siano equamente ripartite. Ma se c’è qualcuno che ha delle rimostranze da fare poteva dirlo in tempo utile, perché aspettare? La verità è che quando è stato lavato lo sporco, tutti vogliono indossare il vestito pulito. Hanno avuto tutto il tempo prima. Ora è un po’ tardi.
Dunque resta a fare l’assessore?
Io vado avanti serena, è un lavoro veramente pesante e drammatico considerando che ho anche la mia professione che continuo a svolgere come direttrice dell’Inps di Montesilvano. Ma a differenza di tanta gente che sta in Comune dalla mattina alla sera, io ci vado tutti i giorni dopo le 18, appena uscita dall’ufficio, dedicandogli anche due giorni a settimana. Perché non è che io nasco con la politica. Ho un’esperienza alle spalle e una storia lavorativa che parlano per me. Se ho accettato quest’incarico è per lavorare come sono abituata a fare, per risolvere i problemi dei cittadini. Mi interessa solo il servizio al cittadino. Purtroppo la politica è fatta di parecchio tempo passato a discutere, ed è anche giusto per arrivare a una soluzione condivisa, ma poi bisogna mettersi al lavoro, produrre, risistemare il Comune.
E come?
In Comune si continua a usare carta a iosa negli uffici, non c’è un sistema informatico valido, non si usano le mail, le pec, ogni servizio ha un sistema informatico diverso. Pur nelle difficoltà economiche occorre rilanciare questa città che sta morendo ogni giorno di più. Bisogna cominciare a lavorare, dobbiamo fare altro che riempirci la bocca di chiacchiere.
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