«Qui non possiamo ospitare stranieri»

Il sindaco di Scafa risponde picche alla Prefettura che chiede accoglienza per 50 extracomunitari, no pure da Turrivalignani
SCAFA. Con una nota alla Prefettura il sindaco Maurizio Giancola manifesta la «ferma contrarietà alla accoglienza di 50 cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale» che potrebbero essere ospitati in un fabbricato situato al centro del paese. Un immobile di proprietà privata, oggi nella disponibilità di due società che hanno partecipato alla gara di accoglienza lanciata dalla Prefettura di Pescara e che hanno fatto sapere al Comune che gli extracomunicati sarebbero arrivati a Scafa nel caso di aggiudicazione dell'appalto.
Una situazione analoga si era verificata lo scorso anno e già allora il primo cittadino ebbe ad esprimersi in maniera netta contro tale possibilità. «I motivi non sono di carattere razzistico», spiega Giancola «né determinati dall'assenza di sensibilità al problema dell'immigrazione, ma legati a obiettive problematiche igienico-sanitarie e di ordine pubblico. Il nostro comune non è dotato d'una struttura idonea per la gestione di tali emergenze. Peraltro la locale stazione carabinieri, dotata di insufficiente personale, è già oberata di lavoro ed ha competenze territoriali su un'area vastissima della nostra zona. Mi preme, inoltre, segnalare», incalza il sindaco, «che l'immobile non è dotato dei requisiti igienico sanitari né delle autorizzazioni di legge necessarie a garantire l'ospitalità richiesta. Peraltro ho raccolto informalmente la contrarietà della proprietaria dell'immobile all'utilizzo prospettato. La vera solidarietà non può e non deve essere motivo di arricchimento per alcuni, lasciando ai territori i problemi conseguenti».
Giancola invita a riflettere sulle condizioni in cui oggi si trovano molti Comuni alle prese con analoghe problematiche: «Occorre intraprendere una seria iniziativa politica. I sindaci, lasciati soli ed impotenti dinanzi a tali fenomeni, dovrebbero procedere ai controlli amministrativi e tecnici sugli immobili individuati da coloro che partecipano ai bandi e prendere chiare, anche se scomode, posizioni politiche. I nostri territori» conclude «e la nostra gente meritano più rispetto».
Identica situazione si verifica nella vicina Turrivalignani dove con un medesimo iter sarebbe in ballo la disponibilità di una ex casa di riposo, per ospitare 25 extracomunitari e dove ieri sera il sindaco Luigi Canzano ha convocato una pubblica assemblea per discutere il caso con l'intera cittadinanza e opporsi per le stesse motivazioni alla eventualità.
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