Raccolta fondi per “SuperMercato” il film dei senzatetto

17 Aprile 2015

Mercoledì al cinema Massimo il lancio dell’iniziativa per consentire la realizzazione del progetto di On the road

PESCARA. Un film per mostrare agli altri quanto è sottile il confine tra la normalità e il disagio con gli occhi e le facce di chi sta ai margini, e quasi mai per scelta. È “il SuperMercato”, il progetto cinematografico messo in piedi da Antonello Salvatore dell’associazione “On the road” di Pescara con l’autrice Maria Grazia Liguori e il regista Francesco Calandra con gli ospiti del “Centro Train de Vie”, il centro polifunzionale per senza fissa dimora, dietro alla stazione. Un progetto che dopo sette mesi di lavorazione, ha tutto quello che serve per partire, tranne i fondi che l’associazione conta di reperire, almeno in parte, con il “crowfunding” la raccolta fondi avviata sulla pagina Facebook per consentire alla città e alla regione di sostenere con una donazione il film dei senza fissa dimora che, negli obiettivi dei realizzatori, è destinato a essere proiettato nei cinema e nei festival.

Il lancio dell’iniziativa avverrà il 22 aprile alle 21 al cinema teatro Massimo dove i curatori del progetto mostreranno, attraverso la proiezione del documentario “Pane e asfalto” girato durante il laboratorio cinematografico, il promo “Dipende da voi” girato con gli attori del film per lanciare il crowfunding e, in anteprima, l’ultimo video di C.U.BA. Cabbal, Miseria e povertà, quello che di bello sono riusciti a tirare fuori dalle storie dei partecipanti al cineforum e al laboratorio di recitazione cinematografica avviati dallo scorso settembre. Storie di vita vera che, nel progetto cinematografico si inseriscono in un supermercato (vero) incrociandosi con personaggi interpretati non solo dagli attori presi dalla strada, ma anche da personaggi che stanno via via aderendo al progetto, come il pilota Vitantonio Liuzzi, Bandabardò e la cantautrice siciliana Luce Tommasi.

«Il senso di questa raccolta fondi», spiega Salvatore, «è di invitare il territorio a partorire un progetto che possa avere la massima risonanza per farconoscere, quanto è diventato sottile, con la crisi sociale, il confine tra normalità e vulnerabilità, e allo stesso tempo di consente di rompere il muro di diffidenza che opprime la condizione dei senza fissa dimora».

Perché “il supermercato”? La risposta l’ha scritta l’autrice Maria Grazia Liguori: «Avevo trovato un lavoro temporaneo in un’agenzia che si occupava di antitaccheggio. Osservai che, non solo c’erano svariate persone che “rubavano”, ma che la maggior parte, potevano essere mia madre o mio nonno, cioè persone che, oneste da una vita, a un certo punto, si erano ritrovate a dover far quadrare i conti con modalità che non erano loro mai appartenute». (s.d.l.)

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