Raddoppiano le consegne a casa e la cena da asporto nel weekend

Con lo stop al servizio al tavolo a partire dalle 18, ristoratori e clienti riorganizzano le loro abitudini I titolari dei locali: «Il venerdì e sabato si lavora di più». Ma c’è chi lamenta un giro d’affari dimezzato
PESCARA. Con la collocazione dell'Abruzzo tra le regioni gialle, non cambiano le disposizioni legate al mondo della ristorazione. I locali possono continuare a restare aperti al pubblico fino alle 18, mantenendo i servizi di asporto e di delivery anche la sera.
Se per qualcuno la consegna a domicilio era prassi consolidata già prima della pandemia, per qualcun altro è stata una scelta dettata dalla necessità di sopravvivere. Tuttavia, per molti ristoratori già alle prese con la ovvia riduzione degli incassi dettata dalla chiusura serale al pubblico, anche il delivery ha registrato una flessione. È il caso di Michele Albano, titolare di Pesciolillo. I suoi panini gourmet sono sempre arrivati nelle case con la consegna a domicilio, ma nelle ultime settimane si è registrata una flessione delle richieste. «Pescara è una piazza che ha tanta ristorazione», spiega l'esercente «e con le chiusure alle 18 sono molte le attività che hanno deciso di garantire il servizio di asporto o di consegna a domicilio. Questo significa che le richieste si sono ridistribuite. Abbiamo subito tanti danni a livello numerico, ma stiamo cercando di resistere a questo difficile momento, soprattutto per tutelare i collaboratori». Secondo Albano, la riduzione è palese anche rispetto al lockdown. «In quel caso eravamo tutti costretti a casa e si usciva meno per fare la spesa. Per questo, in tanti si avvalevano del delivery anche durante la settimana. Adesso il servizio si concentra per lo più nel weekend, dal venerdì alla domenica». Rispetto al passato, per Pesciolillo c'è però un maggiore ricorso all'asporto. «I clienti, specie in fase di chiusura dei negozi, sono propensi ad affacciarsi al locale e ritirare di persona il loro ordine». Di tutt'altra opinione, Silvio D'Amico, proprietario di Botanico, pizzeria e ristorante di sushi. «La partita la vince a tavolino il delivery. L'asporto è un servizio che sfruttano per lo più le persone che vivono nelle vicinanze del locale. Prima del lockdown tendevo a concentrare il lavoro sulla sala, bloccando gli ordini per le consegne a domicilio al massimo alle 21. Ora ho potenziato il servizio, che però per abitudini dei clienti si concentra per lo più tra le 20 e le 22. Durante la settimana si crea meno richiesta, mentre nel weekend registriamo buoni incassi». Nei tre giorni del fine settimana, i pescaresi sembrano distribuire anche le abitudini alimentari. «Il venerdì», rileva D’Amico, «riceviamo più ordini per il sushi, la domenica vince la pizza, così come durante la settimana, mentre il sabato è un mix perfetto».
«Prima non avevo mai puntato sull'asporto», confessa Carmelo D'Anastasio, titolare del ristorante di arrosticini Somari, «perché ho sempre preferito il lavoro di sala. Il momento però ci ha costretto ad appoggiarci a una piattaforma per garantire anche le consegne a domicilio. Abbiamo ridotto gli incassi dell'80 per cento, rispetto a quando potevamo stare aperti a cena, ma devo ammettere che le richieste ci sono e soprattutto il venerdì e il sabato riusciamo a lavorare bene con il delivery». Con le chiusure serali, l'asporto e le consegne a domicilio non hanno registrato alcun incremento secondo Daniele Capperi, proprietario di Toccaferro. «Abbiamo scelto, per l'asporto e il domicilio, di sfruttare solo il canale diretto, senza appoggiarci a nessuna piattaforma. Pur avendo un menù molto ampio, il delivery è sfruttato più per prodotti come pizza, arrosticini e panini. Qualche eccezione è data da chi abita vicino ai nostri ristoranti che sfrutta l'asporto anche per altri tipi di piatti». Se la richiesta è rimasta costante durante la settimana, dal venerdì alla domenica gli ordini per le consegne a casa raddoppiano, specie per gli arrosticini. «Abbiamo sviluppato un cartone ermetico per il trasporto che funziona bene e infatti le consegne degli arrosticini stanno andando forte». Ha deciso di lavorare solo nel weekend la pizzeria napoletana Caracciolo, registrando numeri discreti. Sembrano però cambiare le abitudini di scelta che si ripercuotono sullo scontrino finale. «Nell'ultima settimana sono andate per la maggiore pizze molto semplici, classiche», analizza Fabrizio Aprile, «mentre prima si propendeva molto di più per le pizze più elaborate».

