Raddoppio della linea ferroviaria: cinque sindaci bocciano il piano

Manoppello, Scafa, Alanno, San Giovanni Teatino e Chieti contrari al progetto presentato da Rfi «È troppo impattante per i nostri territori, è previsto anche l’abbattimento di alcune abitazioni»
MANOPPELLO. «Sì al progetto, no al disegno proposto». È questo il pensiero dei sindaci di San Giovanni Teatino, Chieti, Manoppello, Scafa e Alanno, Comuni coinvolti nel raddoppio del tracciato ferroviario tra Pescara e Roma, che ieri pomeriggio si sono incontrati per affrontare una questione che ormai si trascina avanti nel tempo. Quello che Giorgio Di Clemente, Diego Ferrara, Giorgio De Luca, Maurizio Giancola e Oscar Pezzi chiedono è una rivisitazione dell'impostazione data dal progetto da Rfi, giudicata «estremamente impattanti per i territori».
Alla vigilia di Natale il ministero per la Transizione ecologica aveva accolto il ricorso del Comune di San Giovanni Teatino, stoppando le operazioni e chiedendo una nuova valutazione di impatto ambientale. Tuttavia, a distanza di pochi giorni il timore di una ripresa dei lavori è tornata a crescere, tanto da convincere gli interpreti a fare fronte comune. «Quello che noi chiediamo è un confronto con il ministero e Rfi così da poter esprimere anche le nostre idee e le nostre osservazioni sul progetto», spiega Di Clemente. «Il disegno che ci è stato presentato spaccherebbe la città, con la rimozione del passaggio a livello e un nuovo sottopasso proprio in pieno centro. Per il nostro territorio sarebbe un duro colpo», prosegue il sindaco di San Giovanni Teatino.
Problema analogo lo sottolinea il collega Giancola di Scafa: «A oggi il tracciato entrerebbe nel centro abitato, con enormi problemi sia per chi lì ci vive, sia per la viabilità locale. Noi non siamo contrari all'opera, che darebbe slancio ai collegamenti tra l'Abruzzo e la capitale, ma non possiamo nemmeno accettare passivamente la distruzione del territorio. Chiediamo ascolto: lo chiedono i cittadini, che non sono sudditi». Anche De Luca, Di Manoppello, si unisce. «Tra Manoppello e Brecciarola il nuovo tracciato ferroviario comporterebbe la demolizione di 67 abitazioni. Tutto questo quando invece c'è un progetto di variante per far passare i binari dall'altro lato rispetto al centro abitato, dove oggi si trova anche l'interporto».
Con loro anche il primo cittadino di Chieti, che sottolinea: «Sebbene per il nostro territorio l'impatto sarebbe di proporzioni minori rispetto agli altri, credo che sia giusto fare fronte comune per tutelare gli interessi collettivi. Tra noi non c'è una persona che si vuole opporre, riconoscendo l'utilità dell'opera», che consentirebbe di ridurre i tempi di percorrenza sulla tratta Pescara Roma. «Però vanno rivisti i termini di questo disegno perché mi rendo conto che così com'è stato presentato diventa fortemente impattante per molti dei centri coinvolti».
Anche Pezzi, di Alanno, si aggiunge al coro: «Non si tratta di Alanno, Manoppello o Chieti. Abbiamo davanti un'opera strategica di assoluto rilievo, dalla quale però gli amministratori locali sono stati tenuti fuori. E quello che ci è stato prospettato non può lasciarci soddisfatti». Proprio per questo i sindaci hanno chiesto formalmente un incontro al commissario straordinario Vincenzo Macello, prima che il progetto diventi definitivo, così da tutelare i loro territori.
All'incontro, oltre all'ex sindaco di San Giovanni Teatino Luciano Marinucci, che ha seguito la vicenda negli anni passati anche attraverso le istanze promosse dai comitati di cittadini, ha partecipato anche l'assessore regionale Nicola Campitelli: «Mi farò portavoce delle richieste dei sindaci con il presidente della Regione Marco Marsilio», ha assicurato al termine.
«Chiederemo un confronto con Rfi, con il ministero e con il commissario straordinario per arrivare a un progetto meno impattante. Il raddoppio della linea ferroviaria è un'opera strategica nazionale e va portata avanti, ma dall'altro lato è giusto tutelare anche gli interessi dei singoli territori».
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