Raddoppio della linea ferroviaria: il sindaco si incatena per protesta

Questa mattina Di Clemente si farà legare alle sbarre del passaggio a livello nel centro di Sambuceto «Non possiamo permettere di far devastare il nostro territorio, Rfi deve cambiare il suo progetto»
SAN GIOVANNI TEATINO. Dalle parole ai fatti. La lotta per modificare il progetto di raddoppio della linea ferroviaria tra Pescara e Roma a San Giovanni Teatino si accende, con il sindaco Giorgio Di Clemente pronto a incatenarsi al passaggio al livello cittadino, per dire no al disegno proposto da Rfi. Il primo cittadino ha dato appuntamento a tutti per questa mattina alle 12, quando si farà legare simbolicamente alla sbarra presente nel centro di Sambuceto.
Un passo forte, deciso, che arriva dopo settimane in cui tra riunioni e incontri l'amministrazione comunale sta cercando di convincere Rfi a modificare il progetto, proponendo l'interramento almeno nella parte centrale del territorio cittadino, così da non impattare pesantemente sulla vita, sulla viabilità e sull'economia locale. «Sto incontrando giornalmente i cittadini, in particolar modo quelli che hanno abitazioni al confine con il tracciato ferroviario», spiega Di Clemente, anche per motivare le ragioni che lo spingono al gesto plateale. «Ci sono decine di famiglie che rischiano la demolizione delle loro case se il progetto, così come presentato da Rfi, dovesse diventare esecutivo», dice ancora una volta, a sostegno delle tesi che San Giovanni Teatino porta avanti da anni. Poi però specifica come la sua protesta non vuol essere un no allo sviluppo: «Ribadisco il nostro sì al raddoppio ferroviario, in quanto opera strategica per la nostra regione, ma allo stesso tempo fermamente diciamo no al progetto così come proposto. Per questo motivo mi incatenerò al passaggio a livello al centro della nostra città, come primo cittadino di San Giovanni Teatino, per difendere i diritti della nostra gente».
Di Clemente questa volta è un fiume in piena e prosegue: «Questo territorio merita un’opera che non lo penalizzi, ma lo valorizzi, che non lo divida, ma che lo unisca. I nostri cittadini che abitano lungo il tracciato ferroviario meritano di restare nelle loro case, costruite con anni di sacrifici e sudore e non di essere privati delle proprie abitazioni e vederle demolite per fare spazio ad un’opera pubblica che, seppur importante, può essere invece realizzata diversamente nel rispetto di tutto e tutti».
I motivi che hanno spinto Di Clemente alla presa di posizione risiedono in un confronto con Rfi che si è fatto sempre più difficile e l'amministrazione teme che questo possa rappresentare l'anticamera della bocciatura di ogni proposta di modifica. Il dibattito pubblico, che si aprirà in primavera inoltrata, rappresenta per San Giovanni Teatino l'ultima occasione per salvare l'integrità del territorio.

