Raddoppio ferrovia, all’esame il piano alternativo del Comune

29 Marzo 2022

SAN GIOVANNI TEATINO. L'incontro con il commissario straordinario Vincenzo Macello e con il direttore di area Rfi Marco Marchese, è servito per riaccendere le luci sulla modifica del raddoppio della...

SAN GIOVANNI TEATINO. L'incontro con il commissario straordinario Vincenzo Macello e con il direttore di area Rfi Marco Marchese, è servito per riaccendere le luci sulla modifica del raddoppio della linea ferroviaria tra Pescara e Roma, che San Giovanni Teatino chiede da mesi. I due, accompagnati dal sindaco Giorgio Di Clemente, dall'amministrazione, dai tecnici e dall'ingegner Ivo Vanzi, professore di Tecnica delle costruzioni all'università D'Annunzio, a cui è gli interessati hanno affidato il compito di redigere le modifiche al progetto originario, si sono recati sul posto per un sopralluogo, prima di entrare nella sala del consiglio comunale, dove c'è stato un nuovo confronto tra tutte le parti in causa.
Di Clemente, che la scorsa settimana si è incatenato alla sbarra del passaggio a livello per dire no al disegno così come presentato da Rfi, ha ribadito la volontà di arrivare alla velocizzazione del tracciato ferroviario, ma senza impattare sulla vita e sull'economia del centro cittadino, chiedendo ancora una volta l'interramento, almeno nella parte centrale. «La visita del commissario Macello e del direttore Marchese va accolta favorevolmente», spiega il sindaco di San Giovanni Teatino. «A loro abbiamo spiegato ancora una volta che non siamo contrari all'opera, ma non possiamo permettere che il centro urbano venga deturpato e che le case vengano abbattute. Anche per questo abbiamo affidato all'ingegner Vanzi il compito di proporre un disegno alternativo con l'interramento del tracciato per circa 800 metri, che poi diventa quasi un km se si conta anche la discesa e la salita del treno. Adesso attendiamo che venga fatta una quantificazione dei costi».
Il progetto verosimilmente verrà poi portato in sede di dibattito pubblico. Intanto Di Clemente torna indietro e sottolinea: «Mi sono incatenato una volta e sono pronto a rifarlo se dovesse servire. Tutti noi abbiamo il dovere di difendere il territorio e le persone che ci vivono, persone che hanno attività commerciali o residenti che con anni di sacrifici hanno costruito la loro casa, la quale adesso viene minacciata dal passaggio della nuova linea ferroviaria. Non possiamo permettere che questo accada».
Una battaglia che San Giovanni Teatino sta portando avanti con Chieti, interessata da un problema analogo nella zona di Brecciarola: «Insieme al sindaco Diego Ferrara abbiamo voluto portare all'attenzione di chi deve realizzare il progetto quanto questo impatterebbe sui territori, senza modifiche». (a.d.s.)
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