Radiologia, carichi di lavoro doppi

E per i referti degli screening mammografici ci vogliono due mesi
PESCARA. Una decina di medici con la 104 esclusi dalla turnazione notturna e soli 5 medici a fare la notte in Radiologia dove manca perfino il direttore. Dal 2012 tra pensionamenti, trasferimenti e decessi sono venuti a mancare 12 radiologi, a fronte di 5 che ne sono arrivati. Attualmente 20 sono i medici presenti di cui una in maternità non sostituibile, uno in part time e dei 3 che si occupano della radiologia tradizionale uno è presente solo quattro volte al mese. Eppure, il numero delle prestazioni erogate nel 2016 è stato di 133.576 e le Tac eseguite in questi primi tre mesi dell’anno sono aumentate del 22 per cento. Non è un caso se a Radiologia, l’associazione Tutela dei diritti del Malato ha calcolato che i carichi di lavoro dei radiologi sono il doppio di quelli prescritti dalla Sirm, la Società italiana di radiologia medica.
Ma lo sforzo del personale non basta. Si pensi allo screening mammografico: i medici che fanno le prestazioni dello screening sono gli stessi in organico alla Radiologia «con inaccettabili ritardi», rimarca l’associazione, «di due mesi nella refertazione».
E poi la Radioterapia. La lista di attesa è di 4 mesi e l’unico acceleratore lineare lavora su due turni, più un turno aggiuntivo notturno (dalle 21 alle 24) proprio per abbattere le liste di attesa. Turno che però nel 2016 ha subito una riduzione riducendo anche le prestazioni, 550. Oltre all’acceleratore obsoleto, la Radioterapia, rispetto alla pianta organica è sotto di un medico, di un infermiere e di due tecnici di radiplogia medica.

