Radioterapia, si sblocca la gara per l’acceleratore

La Asl chiede al Comune il permesso per fare i lavori dopo oltre un anno di attesa Ma dal piano degli investimenti scompaiono quasi 3 milioni per altri due apparecchi
PESCARA. La Asl di Pescara ha chiesto al Comune il nulla osta per installare il secondo acceleratore nel reparto di Radioterapia. La richiesta della Asl porta la data del 13 settembre e, il giorno successivo, il Comune ha avviato l’iter come dimostra l’atto firmato dal vice direttore generale Guido Dezio. Si sblocca, dopo oltre un anno, l’appalto da circa 2 milioni di euro: la gara per il secondo apparecchio, bandita nel 2014 e aggiudicata nel 2015 alla ditta Varian, era finita in un pantano e solo tra qualche settimana partiranno gli adeguamenti del reparto per il montaggio. Il secondo acceleratore sarà in funzione non prima di 7-8 mesi.
Se questa è una buona notizia, visto che l’acceleratore attualmente in funzione è vecchio di 13 anni quando la vita media di questi apparecchi arriva al massimo a 10, ce ne sono altre due cattive. La prima è che, dalla bozza di revisione del piano triennale degli investimenti, il primo stilato dal direttore generale Armando Mancini scelto dal presidente Pd della Regione Luciano D’Alfonso, sarebbero scomparsi l’acquisto di un altro acceleratore, che avrebbe dovuto rimpiazzare il vecchio apparecchio, e di uno strumento per la brachiterapia necessario a curare particolari tipi di tumore come quelli ginecologici e prostatici. La versione ufficiale del piano triennale degli investimenti non è ancora pronta ma, in base alle prime indiscrezioni, queste spese da quasi 3 milioni di euro sarebbero state tagliate.
Ma se tra 7-8 mesi arriverà il secondo acceleratore, perché è necessario comprarne un altro? Il motivo lo spiega il primario della Radioterapia Marco D’Alessandro: «Senza la sostituzione del primo macchinario, tra un anno, torneremmo alla situazione di partenza con il ripetersi di problemi per i pazienti». A causa della mancanza dell’apparecchio per la brachiterapia, adesso, i pazienti pescaresi sono costretti a spostarsi all’ospedale dell’Aquila o a San Giovanni Rotondo: significa mobilità passiva, mentre, acquistando il macchinario da circa 4-500 mila euro, Pescara potrebbe assicurare le cure e attrarre nuovi pazienti da fuori intercettando così anche i rimborsi.
L’altra cattiva notizia è che il blocco delle prestazioni notturne di Radioterapia, tra le 20 e le 24, interrotto il 20 settembre scorso per la mancanza di fondi necessari a pagare lo straordinario del personale, continuerà: finora, non sono arrivate comunicazioni dalla Asl e il ripristino delle prestazioni per abbattere le liste di attesa non sarà immediato. La conseguenza è che la lista d’attesa diurna per la Radioterapia è cresciuta superando i 200 pazienti.
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