Ragazza cade nel fiume: salvata

28 Marzo 2018

Giù dal ponte Risorgimento, il vigile urbano Volpe la soccorre con la barca

PESCARA. Ha rischiato di annegare. Ma un vigile urbano fuori servizio, Angelo Volpe, 47 anni, l’ha raggiunta nel giro di pochissimo e l’ha salvata, tirandola fuori dall’acqua. Una brutta disavventura quella vissuta ieri, dopo pranzo, da una 24enne pescarese. È caduta nel fiume Pescara dal ponte Risorgimento: se non fosse stato per Volpe e per un ragazzo di colore che passava di lì, sarebbe stata risucchiata dall’acqua gelida e trascinata sul fondo. Volpe l’ha recuperata e affidata alle pattuglie della squadra volante e al personale del 118 che si è occupato di un primo soccorso e del trasporto in ospedale.
È proprio Volpe a raccontare quei minuti. «Ero vicino alla mia barca da pesca, sulla banchina sud, insieme a un amico, Enio, e stavamo sistemando le attrezzature. Eravamo con le spalle al fiume quando è passato un ragazzo di colore, Alione, che ha lanciato l’allarme avvisandoci che qualcuno era finito nel fiume. Abbiamo sentito il tonfo e, voltandoci, abbiamo visto una ragazza galleggiare. Era all’altezza del lato monti del ponte».
La reazione di Volpe è stata immediata. «Mi sono tolto il giubbino, ho lasciato il cellulare e sono andato sulla barca. L’ho accesa rapidamente e sono partito, chiedendo al giovane di colore di venire con me. Una volta arrivati nel punto in cui si trovava la ragazza, che annaspava, ho lanciato la ciambella e le ho detto di aggrapparsi. Ma lei non si muoveva». In quegli istanti, Volpe ha temuto il peggio perché «l’acqua così fredda rischia di ingoiarti». Poi, però, la giovane ha reagito. «Si è attaccata alla ciambella e ho tirato subito la cima, dopodiché l’abbiamo sollevata con le braccia e ci siamo accostati alla banchina, fino al mio ormeggio. Mi sono tolto la maglia di pile e l’ho coperta». A quel punto Volpe si è rivolto al 118, già contattato da chi ha assistito alla scena dal ponte, e sulla banchina sono arrivate anche varie pattuglie delle forze dell’ordine.
Ripensando al salvataggio il vigile urbano (in forza al settore Infortunistica stradale) dice di aver «avuto paura. Anche se ero vicino, a venti metri da lei, temevo che andasse sotto, perché so quali sono i rischi a cui si va incontro e conosco la pericolosità dell’acqua. Mi ha fatto piacere essere intervenuto in tempo». L’accaduto sarà ricostruito dal personale della squadra volante, mentre la ragazza è stata ricoverata in ospedale, ma non ha riportato traumi.
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