Ragazza droga l’amico 54enne e lo rapina

13 Ottobre 2016

L’uomo ricoverato in stato di coma per alcuni giorni. Due telecamere hanno incastrato la 19enne e i suoi due complici

PESCARA. Narcotizzare un uomo per rubargli il portafogli e portargli via denaro e bancomat. Questo il piano che tre persone, tra cui una giovane donna, hanno elaborato e poi attuato nei confronti nei confronti di un 54enne pescarese, finito in coma in ospedale dopo aver assunto, a sua insaputa, uno psicofarmaco che avrebbe potuto avere effetti ben più gravi sull'uomo. Per lui la drammatica vicenda si è conclusa nel migliore dei modi perché si è salvato mentre i tre sono stati identificati dalla polizia e sono indagati per lesioni personali e rapina e, essendo incensurati, hanno evitato l'arresto.

Nei confronti di Alessia Filippone, 19 anni di Pescara, è stato disposto l'obbligo di dimora, con il divieto di uscire dalla ore 20 alle 7, a Domenico Giacintucci, 35 anni di Collecorvino, è stato imposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria mentre non sono stati adottati provvedimenti a carico di Christian Cecamore, 29 anni, di Pescara, che ha collaborato con gli investigatori.

I fatti risalgono alla notte tra il 13 e il 14 settembre. Nelle prime ore del mattino il 118 soccorre in strada e trasporta in ospedale il 54enne. È in coma e dagli accertamenti emerge che un’intossicazione da benzodiazepine, il principio attivo di alcuni psicofarmaci particolarmente forti, somministrabili solo su ricetta medica specialistica. I suoi familiari si rivolgono al personale del posto di polizia dell'ospedale e segnalano il caso, che appare assolutamente anomalo considerato lo stile di vita dell'uomo, e prendono il via gli accertamenti, visto che dai suoi pantaloni è sparito il portafogli. La squadra mobile comincia ad indagare e il 54enne, una volta che si è ripreso, ricostruisce ciò che ricorda e cioè la serata in compagnia della Filippone.

Secondo il gip Nicola Colantonio, quella sera la giovane contatta telefonicamente il 54enne che conosce bene, invitandolo a uscire per cenare al McDonald’s, a Montesilvano. Lui accoglie l'invito e, una volta insieme, acquista un panino e una Coca cola, con patatine e acqua. Mentre lui guida lei mangia e beve Coca Cola direttamente dal bicchiere, togliendo il coperchio di plastica e senza usare la cannuccia. Poi, però, compie una mossa sospetta, consegnando all'uomo il bicchiere e chiedendogli con insistenza di bere la Coca Cola rimasta, perché lei è sazia e non vuole buttare via la bevanda. Assaggiando la Coca Cola l'uomo nota uno strano sapore, tipo cocktail a base di rhum, ma manda giù la bevanda, e la Filippone getta via il bicchiere in un cestino portarifiuti.

La serata si conclude quando l'uomo riaccompagna la diciannovenne a casa per poi dirigersi verso la sua abitazione ma perde i sensi e si ritrova in ospedale, senza portafogli, dal quale sono spariti circa 70 euro, i bancomat e un foglietto con i codici dei bancomat.

Le indagini consentono di capire che chi ha preso il portafogli non ha perso tempo e ha usato quella stessa notte le due tessere bancomat del 54enne, a Pescara e Montesilvano, come svelano le immagini riprese dal sistema di videosorveglianza di un istituto di credito. Grazie a quel filmato la polizia risale a Cecamore che, una volta rintracciato, racconta tutto agli uomini della Mobile, diretti da Pierfrancesco Muriana.

La polizia ricostruisce i rapporti tra la vittima e la famiglia della Filippone che avrebbe maturato un certo «risentimento» nei confronti dell'uomo che non avrebbe mantenuto la promessa di «effettuare dei regali», per cui - sempre stando alla ricostruzione del giudice - la Filippone e Cecamore, che si frequentano assiduamente, mettono a punto il piano con la complicità di Giacintucci. L'intenzione dei due è di somministrare un medicinale per «indurre al sonno» il malcapitato e derubarlo. E la Filippone entra in azione, narcotizzandolo.

L'uomo perde i sensi, poco dopo i tre si ritrovano e lo raggiungono mentre lui è ancora in auto e lo derubano ma poco dopo Giacintucci si tira indietro e fa scendere gli altri dell'auto, lasciandoli a piedi. Scatta il primo prelievo in banca, a Pescara, poi Giacintucci (che riceverà 115 euro di compenso per il suo ruolo di autista) carica di nuovo gli altri due in auto e li accompagna a Montesilvano, in una banca, dove viene effettuato un secondo prelievo (per un totale di 380 euro). Lì l'auto dei tre viene ripresa dalle telecamere.

Il quadro si chiude quando la polizia trova a casa della 19enne un flacone di Tranquirit da 20 ml, quasi del tutto consumato, un farmaco che ha come principio attivo il Diazepam, un ansiolitico della classe benzodiazepine. L'attività investigativa, confermata dalla ricostruzione di Cecamore, porta alle due misure, eseguite nelle ultime ore. E per l’uomo si conclude un’esperienza che mai avrebbe voluto ricordare.

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