Ragazza musulmana tra i protagonisti del presepe vivente

19 Dicembre 2014

Successo dell’edizione numero 19 all’Aterno-Manthoné con il coro delle voci bianche e cinque istituti della città

PESCARA. Il Natale e la sua storia, i suoi costumi e personaggi, entrano nella scuola e nel cuore dei tanti spettatori che hanno assistito, ieri pomeriggio, al presepe vivente realizzato dall'istituto Aterno-Manthoné. Un'occasione per rievocare una rappresentazione sacra, ma innanzitutto l'opportunità di verificare dal vero lo spirito del Natale che anima i ragazzi dell'istituto tecnico e non solo. Il presepe, curato da Franca Minnucci, quest’anno ha raggiunto la 19esima edizione, e ha visto la collaborazione degli istituti comprensivi n.1-2-6-7-10 di Pescara. Presente il coro delle voci bianche della scuola dell'infanzia di via Prati. Ma il bambinello nella grotta ha fatto molto più che emozionare i figuranti.

«Mercoledì, ho ricevuto un gentile omaggio: una bellissima stella di Natale», racconta la professoressa Antonella Sanvitale, dirigente scolastica dell’Istituto tecnico Aterno-Manthoné, «Ho pensato di far portare quella pianta, da un alunno, in dono a Gesù Bambino durante il nostro Presepe vivente. Mi era stata segnalata un’alunna di una prima, in quanto molto attiva e disponibile a tutte le iniziative della scuola. Ho convocato la ragazza in presidenza per proporle di partecipare alla Sacra rappresentazione. Lei, con un sorriso felice, mi ha detto: “Preside, io sono musulmana”. La preside le ha chiesto scusa, ribadendo che, come aveva già scritto nella circolare che aveva fatto girare per le classi, chi era esonerato dall'insegnamento della religione cattolica era esonerato anche da qualunque tipo di coinvolgimento nell’attività del Presepe vivente». La reazione della giovane alunna, però, è stata sorprendente: «La ragazza musulmana», prosegue la dirigente scolastica, «con un sorriso luminoso e una fierezza che ho visto poche volte in studentesse così giovani, mi ha detto: “Desidero portare io il dono al Presepe, mi conceda questa possibilità”, e con un sorriso ancora più grande ha aggiunto: “Il Dio in cui crediamo è uno solo”». Nel progetto sono stati coinvolti anche gli studenti del corso serale, gli allievi che lavorano, e anche per loro è stato molto più di uno spettacolo da mettere in scena. «L’organizzazione del Presepe», spiega Veronica Pompei, una delle frequentanti del corso serale per studenti lavoratori, coinvolti nella Sacra rappresentazione come i più giovani colleghi del mattino, «è stata per noi anche un investimento del poco tempo libero, e, inoltre, dell’impegno manuale, organizzativo, economico. Ci abbiamo messo il cuore e il fatto di stare tutti insieme, condividendo qualcosa, ci ha arricchito».

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